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Eravamo
in tanti da Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Sardegna, Lazio e
Puglia, per vivere questo momento di incontro con S. Girolamo nei luoghi
che lo hanno visto protagonista nell'avventura della carità e del
servizio. E proprio sulla vocazione al servizio si sono incentrati i
contenuti dell'incontro, sotto il titolo: "Egli farà di voi cose
grandi".
Alle 15.30 è cominciato
tutto con l'accoglienza nella palestra comunale di Vercurago.
Alle 17.00, accompagnati da p. Eufrasio si sono visitati i luoghi di
Somasca importanti per la vita di S. Girolamo, cominciando dalla Rocca,
conosciuto anche come "castello dell'Innominato" di manzoniana
memoria.
Alle 20.30 è cominciata la Veglia nel Santuario alternando la Parola di
Dio con canti, riflessioni, stralci delle lettere di Girolamo e dei
discorsi del papa ai giovani. Si è poi proseguito in fiaccolata verso
la Rocca, nella suggestiva atmosfera creata dai lumini lungo il percorso
e nella Scala Santa.
L'avventura è continuata per tutta la notte, dove i gruppi si sono
alternati in adorazione sino al mattino.
Alle 9.30, dopo le lodi insieme nella palestra di Vergurago, il dott.
Bressan (psicologo) prendendo spunto dalle simboliche contenute nel
racconto della liberazione miracolosa di Girolamo dal castello di Quero,
ha tracciato un percorso interiore per giungere alla maturità.
alle 11.00 la messa conclusiva, celebrata all'aperto sulla Valletta,
dominante quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno",
lasciandosi per nuovi appuntamenti insieme, ma soprattutto per un
cammino quotidiano sulla sia di Girolamo.
Io
c'ero
Roberto
Questa volta S. Girolamo giocava in casa.. .
"Egli farà di voi cose grandi". Questo è stato il tema della veglia che si è svolta nei giorni 29 e 30 marzo a Somasca. Grandi cose.
Tutto comincia quando, proprio il giorno della festa di S. Girolamo Emiliani, 8 febbraio, giunge in tutta Italia (le forze della comunicazione sono incredibili...) l'invito per una veglia che si svolgerà a Somasca alla fine di marzo. L'incontro era già stato anticipato l'estate scorsa ad Albano e si preannunciava come una delle (purtroppo) rare occasioni per rivedersi, condividere le esperienze fatte negli ultimi mesi, parlare e sentire ancora una volta quella bellissima atmosfera di spiritualità e comunità che, come ad Albano, solo un incontro come questo avrebbe potuto dare. Devo dire che le attese non sono state deluse.
Purtroppo personalmente ho potuto vivere solo la veglia del sabato e, per altri impegni, non ho potuto partecipare alla conclusione domenicale. Il programma della veglia è stato molto semplice: arrivo a Somasca nel pomeriggio del sabato, calorosa accoglienza e piccola visita ai luoghi in cui, vari secoli or sono, camminava proprio colui che noi abbiamo preso come modello, il nostro S. Girolamo. Qualcuno era già arrivato qualche giorno prima per preparare tutto in modo da vivere e far vivere al meglio tutti i momenti dell'incontro... anche perché, come direbbe p. Lorenzo: "Per fare Maria, ci vuole anche chi faccia Marta.. .".
Di sera, all'oratorio di Somasca, la cena, servita dagli Scout e consumata chi in piedi e chi seduto, ma senza inutili tavolate, anche per favorire il dialogo e lo scambio tra i partecipanti; senza dubbio uno dei momenti più coinvolgenti della serata del sabato, soprattutto per coloro che non si sentivano e vedevano da mesi e che, nonostante i mezzi di comunicazione che oggi abbiamo, non erano riusciti a tenersi in contatto dopo l'incontro a Roma.
Ma il momento centrale, il più importante di tutto l'incontro è stata sicuramente la veglia, presieduta da P. Enrico: un cammino "simbolico" cominciato nel Santuario con la preghiera introduttiva, e un cammino "vero" continuato lungo tutta la via verso il castello, con la fiaccolata, attraverso la luce diffusa da migliaia di lumini. Una veglia, quattro tappe.
La prima, divisa in due parti; in un primo momento in Chiesa, davanti all'icona di Gesù fra i dottori del tempio, l'icona dell'ascolto, ascolto della parola di Dio, ascolto di S. Girolamo, ascolto del Papa e, nel silenzio adorante, ascolto silenzioso della silenziosa voce di Dio. La seconda parte si è svolta all'esterno, di fronte all'icona di Gesù nell'atto di lavare i piedi agli apostoli: l'icona del servizio, quel servizio che spesso per pigrizia rifiutiamo di offrire, e spesso per orgoglio, come Pietro, rifiutiamo di ricevere: "Signore, tu lavi i piedi a me?".
Di qui siamo partiti per la seconda tappa, verso la Scala Santa. La scala del servizio: quella scala che pochi guardano di buon occhio, ma, che Gesù per primo ha percorso, Lui che "pur essendo di natura divina" si è fatto uomo per salvarci.
Terza tappa: alla sorgente della valletta. “Un servizio che sgorga”: come Gesù, e S. Girolamo con gli appestati e con gli orfanelli, anche noi, battezzati nell'acqua viva, dobbiamo metterci al servizio di chi ci vive accanto ogni giorno.
La tappa finale, la più faticosa, si è svolta al castello. Qui, accanto all'ascolto dell'esortazione di S. Girolamo a farsi umili e servi degli altri, abbiamo ricevuto una piccola scheda con alcuni simboli (il disegno di una strada, dei sassolini e dei semi di grano e senape), e una frase che possa ricordare sempre i piccoli e grandi insegnamenti ricevuti:
“Il Signore ha fatto per te grandi cose: ha aperto un sentiero fra i sassi per i tuoi piedi pesanti, ha messo un seme nelle tue mani stanche... segui il cammino e non esitare a piantare il seme!”
Queste parole parlano da sé: come anche il cammino fatto dal Santuario al castello, le preghiere dette, i canti, i reciproci scambi di esperienze tra i numerosi partecipanti alla veglia, i sorrisi, i silenzi... Tutto è stato preghiera. Insieme.
La mia esperienza si conclude dentro il Santuario, in silenzio davanti a un piccolo pezzo di pane, di fronte a quel Gesù Eucarestia che ci ha chiamato da ogni parte d'Italia per vivere con lui una giornata diversa dal solito e in sé unica, e che ogni giorno chiama ciascuno di noi a farsi seNO del prossimo, come fece Lui, come fece S. Girolamo...
Con amicizia Roberto Milani
Giorgio
Anch'io come tanti altri giovani giunti da tutta l'Italia, ho partecipato alla Veglia
di preghiera di Sabato 29 Marzo a Somasca.
Sentivo la necessità di fare un'esperienza significativa come una veglia notturna di meditazione e posso dire di esserne stato completamente soddisfatto, grazie soprattutto al clima di raccoglimento che fin dall'inizio ha caratterizzato la celebrazione in Basilica e, successivamente, la fiaccolata. Avevo voglia di riflettere sul sentiero di vita che sto' percorrendo anche perché dubbi, paure, incertezze, momenti di difficoltà sono sempre in agguato.
Avevo voglia di sentirmi ribadire che il Signore ha fatto per me grandi cose e che quindi non posso esitare durante il cammino perché Lui è al mio fianco. Avevo voglia di salire fino in alto al monte, raggiungere la croce posta in cima aiutato dalla fiamma della mia fiaccola che mi illuminava il sentiero. Avevo voglia di constatare che non sono solo perché, guardandomi attorno, tanti giovani come me si fidano della luce che la fede sprigiona. Grazie a quest'esperienza, posso riaffermare con rinnovata convinzione che voglio continuare il mio cammino di vita, senza timori perché Dio mi è vicino.
Giorgio Guanzate
Diego
È stata un esperienza molto bella e utile!
Si
è trattato di un occasione importante per conoscere meglio S. Girolamo,
i luoghi dove ha vissuto, i giovani di altre comunità somasche, per
incontrare alcuni padri che non vedevamo da tempo, per pregare tutti
insieme e rimettere a fuoco il nostro rapporto con Dio!
Molto
bello sia il momento di preghiera collettiva sia la veglia notturna del
29 notte.
Io
personalmente l'ho vissuto con grande concentrazione e intensità, e
devo dire che dopo aver pregato mi son reso conto che ne avevo proprio
bisogno! Mi son sentito subito benissimo!
Il
momento di preghiera, tutto incentrato sulla vita di S. Girolamo e come
lui viveva il vangelo, era diviso in due parti (una prima parte
all'interno della chiesa e uno esterno, lungo la scalinata che porta
alla Valletta prima e al Castello poi).
Alle
23,30 iniziava la veglia notturna e ogni gruppo doveva animarla con
canti e preghiere per un ora. A noi è capitato dall'1,30 alle 2,30. E'
stato un momento molto bello e ben riuscito nonostante la stanchezza e
la difficoltà di non avere molto tempo per dormire (ne prima ne dopo la
veglia, visto che abbiamo raggiunto la palestra dove si dormiva alle 24
e che dopo la nostra ora di veglia bisognava mandare avanti l'orologio
di un ora!).
Ciò
nonostante l'indomani alle 8 eravamo già pronti per la colazione,
arzilli e contenti come sempre!!!
Il
clima tra noi della Sardegna è stato sempre molto bello e di grande
collaborazione! Oltre a me c'erano anche P. Michele, P. Roberto,
Massimo, Enrico, Stefania S., Giovanna, Claudia P., Manuela, Alessandra
M..
L'esperienza
di S. Girolamo è ricca di sfumature che si colgono man mano che lo si
conosce meglio... c'è sempre qualche cosa di nuovo da scoprire!
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Vi invitiamo chi ha
partecipato di farci giungere le proprie impressioni da condividere qui
in rete con tutti gli altri scrivendo all'indirizzo: areagiovani@somgiovani.net
Immagini
dall'incontro

In viaggio |

Indizi dell'evento |

Accettazione
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Gruppo musicale
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Durante l'accoglienza
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Durante l'accoglienza
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Salita verso il castello
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Salita verso il castello
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Salita verso il castello
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Salita verso il castello
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Al castello
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Al castello
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p. Eufrasio spiega la Rocca
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In ascolto
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In ascolto
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p. Eufrasio spiega la Valletta
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Alla Mater Orphanorum
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Inizio della Veglia al Santuario
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La scalinata del Santuario
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Tappa alla Scala Santa
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Conclusione alla Rocca
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Turno di adorazione notturna
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Salita alla Valletta domenica |

Salita alla Valletta domenica |

Messa alla Valletta |

Coro alla messa |

Coro alla messa
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Dopo la messa |
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fotografiche di Steve Ferrari |
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