La Parola

Il Vangelo domenicale

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 18 febbraio 2007 - VII domenica T.O., C 

          «Anche i peccatori fanno lo stesso» (Lc 6,32)
 

     
   

Gesù, come spesso fa, mette il dito nella piaga e smaschera la nostra convinzione di essere brave persone. Certo è cosa buona amare chi ci ama e fare del bene a chi ce ne fa. E' un dovere di riconoscenza e spesso molti non fanno neppure quello. Ma non possiamo illuderci di essere cristiani se agiamo bene come chiunque potrebbe agire bene: un ateo come un buddista, un agnostico come un animista. Gesù ci sfida a fare qualcosa che ci renda riconoscibili come suoi seguaci: amare il nemico, usare misericordia senza calcolo, trasformare addirittura le angherie subite in sovrabbondanza di generosità.

Non possiamo mimetizzarci a lungo: Gesù è stato riconosciuto dal centurione come figlio di Dio mentre moriva sulla croce perdonando i suoi carnefici. Certo le nostre forze non saranno sufficienti, ma almeno questo ci costringerà ad attingere alla Fonte della Carità e metterci sul serio alla sua sequela.

RF

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