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Il discorso di Gesù sulle beatitudini ci riempie ogni volta di
fascino e ogni volta ci sconvolge per il suo paradosso: si può
gioire della povertà, della fame, del pianto? Penso che nessuno
possa farlo e neanche Gesù lo ha fatto. Gesù non pretende che
possiamo gioire di ciò che toglie all'uomo la sua dignità di
figlio di Dio, figlio di Re. E' ben altro il motivo che spinge a
rallegrarsi e gioire: quello di essere discepoli di Gesù. Essere
alla sua sequela, essere alla sua Presenza non può che riempire
il cuore e farlo esultare, perché in lui veramente si sperimenta
la sazietà, la risata sincera, perché chi è con Gesù possiede il
Regno di Dio. Allora veramente si può anche piangere ed essere
felici, perché non abbiamo da temere. Lui ce lo ha detto: "Io ho
vinto il mondo... Io sarò con voi sino alla fine del mondo". Per
questo i due pellegrini di Emmaus, pur angosciati possono dirsi:
"Non ci ardeva forse il cuore mentre Lui parlava con noi lungo
la via?".
RF
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