|
Chissà quali sorprendenti parole avrà detto il "rabbi che
insegna con autorità" predicando dalla barca di Pietro. Alla
fine delle quali Gesù vuole ricambiare la disponibilità
mostratagli da quei pescatori con l'invito: "Prendi il largo".
Modo strano di ricambiare quello di Gesù, come sempre, perché
non ragiona con i soli criteri umani. Prendi il largo: erano
stati tutta la notte al largo ma invano. Ora i pescatori era
tornati alla sicurezza della baia con rassegnazione di chi sa
che ormai non c'è più nulla da fare, non serve più rischiare.
Così la nostra vita spesso si rifugia nella sicurezza delle
proprie abitudini, delle cose che conosciamo già, che forse non
ci danno la felicità ma ci evitano di soffrire di più. Forse
abbiamo già rischiato in passato e ne siamo rientrati con le
reti vuote, abbiamo già investito in impegno e generosità ma
siamo rimasti scottati dall'ingratitudine dell'infido mare della
piccola o grande realtà sociale in cui viviamo. Ma forse come
Pietro e compagni abbiamo fatto da soli, con le nostre "barche",
con le nostre "reti", privi della cosa più importante: la Sua
Parola. "Prendi il largo": ora Pietro, affascinato dalle parole
di Gesù, si fida e si affida alla loro potenza; ora può
"prendere il largo" anche nel momento meno favorevole perché ha
intuito che le Sue Parole non sono come le altre. Per questo le
reti poi risultano insufficienti a contenere i frutti di quel
"prendere il largo". E noi ci lasciamo affascinare dalle parole
del Maestro che insegna con autorità e su quelle parole
"prenderemo il largo"?
RF
|