|
I concittadini sono pieni di sdegno alle parole di Gesù. Come
non capirli? Lo hanno visto crescere, lo hanno visto correre
nelle strade polverose di Nazareth insieme ai loro figli, lo
hanno visto lavorare nella bottega del padre, Giuseppe. Come
possono accettare che possa presentarsi come colui che adempie
le parole della Scrittura, che si spacci per il Messia atteso da
secoli? Nessuno di noi forse sarebbe stato capace di reagire
diversamente. Ed è questo il nostro limite: quello di dare peso
soltanto a ciò che vediamo e rientra nei nostri schemi di
normalità. Viviamo ogni giorno mettendo un'etichetta alle
persone che sfioriamo distrattamente, convinti ormai di
conoscerle a fondo. Salvo poi risvegliarci un brutto giorno e
dirci: ma chi è questa persona con cui ho vissuto per tutti
questi anni? L'occhio dell'amore e della fede non dà mai nulla
per scontato, si apre sempre oltre la rassicurante normalità, si
mette in gioco di fronte al dono continuamente nuovo e
misterioso della vita. E il modo migliore è quello di dare
subito il nome giusto ad ogni persona che incontro, anche se
abitassi con lui da sempre: Gesù. Questo nome mi mantiene aperto
alla novità e al mistero che ogni persona custodisce nel suo
cuore perché immensamente amata da Dio, perché immagine e
somiglianza del suo creatore che è Amore.
RF
|