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Tutti quelli che
udirono si stupirono di quanto dissero i pastori. E lo stupore è
dovuto al fatto che una cosa così normale come la nascita di un
bimbo possa contenere un evento così strepitoso come la nascita
del Figlio di Dio, che fa di una donna addirittura la Madre di
Dio. Può la normalità contenere una realtà così straordinaria?
Il Natale ne è la prova: da quando Dio ha preso carne umana nel
grembo di Maria lo straordinario è diventato normale, perché lo
straordinario è che Dio in Gesù continua a rimanere in mezzo
agli uomini. Lo aveva promesso: “Sarò con voi, tutti i giorni,
sino alla fine del mondo”. Per accorgersene però bisogna avere
gli occhi della Madre che ha donato la sua carne “ordinaria”
allo Straordinario, lei che “serbava tutte queste cose in cuor
suo”. Chiediamo a Maria lo sguardo di una coscienza attenta che
sa riconoscere Gesù presente nella sua vita, dai doni
sacramentali dell’Eucaristia, al Verbo penetrate del Vangelo;
dal volto del fratello e del povero che incontro ogni giorno al
dovere quotidiano che la volontà di Dio dispone nel mio stato di
vita. E con quest’occhio attento il cristiano sarà di nuovo
“madre” di Gesù che custodisce e protegge la sua straordinaria
Presenza nell’ordinario succedersi del suo tempo.
RF
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