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Col battesimo
sul Giordano Gesù si apre la sua vita pubblica. Incomincia con
un gesto che può lasciare spiazzati perché si presenta a
Giovanni Battista come se fosse un peccatore qualsiasi. Come se
non fosse bastato il semplice fatto di essersi fatto carne nel
mistero del Natale, Gesù immergendosi nel Giordano s’immerge
nell’umanità che arranca, l’umanità fragile ed inconcludente
nell’osservanza della legge. Allora il Padre si manifesta, se ne
compiace. È una duplice compiacenza. Si compiace del figlio che
inizia nel modo migliore la sua missione fra gli uomini, senza
emergere e distinguersi da essi ma condividendo in tutto la loro
condizione. Così può compiacersi nel Figlio di ogni uomo che a
Lui in questo modo è associato. Ormai viviamo in Gesù e il
nostro destino è legato al Suo. Siamo esseri per cui il Padre si
compiace, nonostante tutto, nonostante la nostra incoerenza e
mancanza, perché ormai in Cristo siamo tutti suoi figli. Oggi il
Padre si compiace di noi. Non deludiamo le sue speranze su di
noi.
RF
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