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Il dialogo finale tra Gesù e la donna resta uno dei momenti più
toccanti del Nuovo Testamento. Poche parole essenziali che
lasciano trasparire tra le righe vertici e abissi. Lo stupore
tremante della donna che si vedeva ormai giustiziata, il
silenzio dopo il fragore della folla inferocita, la domanda di
Gesù, quasi a rompere il ghiaccio, a comunicare calore e
sicurezza. Scopriamo in Gesù la misericordia allo stato puro che
non accusa, che “scandalosamente” assolve senza nemmeno chiedere
pentimento perché sa che proprio dalla gratuità del perdono può
rinascere una vita nuova.
Non è
facile capire, anzi ammettere, la radicalità dell’amore di Dio
per noi, non è vero che dobbiamo meritarlo, che è proporzionato
alla nostra virtù, che esistono peccati capaci di oscurarlo.
Finché viviamo ci aspetterà, non smetterà di credere in noi,
sarà felice di dichiararsi e ripeterci: Neanch’io ti condanno.
MM |