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Ogni anno
liturgico la seconda domenica quaresimale ci propone l’episodio
pregnante della Trasfigurazione, ogni anno con sottolineature
diverse. Luca la collega esplicitamente alla vicina passione. È
di essa che Mosè ed Elia discorrono con Gesù, quasi a
incoraggiarlo in un momento decisivo.
Ma è da Paolo che ci proviene la chiave di lettura con la frase
“Trasfigurerà il nostre misero corpo per conformarlo al suo
corpo glorioso”. Quello che avviene a Gesù è profezia del nostro
destino, la trasfigurazione è anche nostra. Una trasformazione
che si compirà dopo la morte se sarà iniziata già nella vita.
Innanzitutto interiore quindi, nella mentalità, nei sentimenti,
negli atteggiamenti. Quando? Ogni volta che “ascolteremo” Gesù,
cioè praticheremo le sue parole, dotate di energia trasformante.
Osservare il volto e le movenze di anziani santi che hanno fatto
della vita un atto di amore ci rivela che questa trasfigurazione
informa anche il corpo umano e accende in esso raggi di gloria.
MM |