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“Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa
pietra che diventi pane”. Cosa dice di male il
diavolo a Gesù? Se ci facciamo attenzione gli propone qualcosa
di assolutamente legittimo: ha fame, è alla fine del suo periodo
di digiuno e preparazione (i quaranta giorni conclusi simbolo
dei 40 anni nel deserto di Israele prima di entrare nella terra
promessa), è figlio di Dio è può farlo (moltiplicherà poi i pani
per cinquemila uomini). Cos'è che non quadra allora?
In
fondo è semplice: tutte le proposte
del diavolo, che pure potevano essere
nella sua possibilità e nel suo diritto, mettevano Gesù al centro del
suo "universo" e il
resto era "usato" per sé.
La tentazione non sta tanto
nelle cose buone o nelle cose cattive ma nel fatto che, buone e cattive,
le "uso" per me, per il mio egoismo, per salvare me stesso e
non per amare o, come dice Gesù, per servire ("Non sono venuto per
essere servito ma per servire"). Infatti il brano delle tentazioni
nel Vangelo di Luca si conclude con dicendo che "il diavolo si
allontanò da Lui per tornare nel tempo fissato". E sarà poi sulla
croce dove, non più dal demonio ma dalla folla, dai farisei da uno dei
ladroni, sentirà nuovamente la triplice tentazione: "se tu sei il
Figlio di Dio salva te stesso,
scendi dalla croce e noi ti crederemo". Ma anche lì Gesù non
cede, non "salva sé stesso" ma noi e per amore rimane sulla
croce.
RF |