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Gesù ha trascorso tutta la sua
vita pubblica immerso nell’attività a favore dell’uomo: guariva
storpi, muti, ciechi…, percorreva a piedi assiduamente la
Galilea, predicava instancabilmente la necessità della
conversione e l’amore del Padre suo, scelse alcuni perché
stessero con lui, addirittura risuscitò Lazzaro….
Ora, invece, come se avesse
esaurito ogni energia vitale, si lascia arrestare, si lascia
schiaffeggiare, si lascia insultare, si lascia condannare, si
lascia crocifiggere! È il vangelo della passione, appunto! Il
patire prende il posto dell’agire. Perché? Perché Gesù non
prende l’iniziativa?
Forse perché vuole vedere se ci
mettiamo dalla parte dei suoi crocifissori o dalla parte dei
suoi discepoli. La nostra vita, vista da questa prospettiva, è
l’occasione dataci da Dio per scegliere: fare del mondo un
calvario senza amore e senza speranza, crocifiggendo gli altri
in nome del potere e della cupidigia, oppure stare con Lui
prendendo la nostra croce, indossare con Lui il grembiule per
lavare i piedi, fare con Lui della nostra esistenza un dono
d’amore.
LM |