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"A chi ti leva il
mantello, non rifiutare la tunica...". No, quella proposta
da Gesù non è semplice "non violenza", non è solo "resistenza
passiva". "Non rifiutare la tunica" va oltre l'angheria
dell'avversario, la supera e la sommerge in un gesto di
generosità inatteso e deflagrante. Disorienta l'avversario con
un eccesso d'amore che fa scomparire la sua cattiveria.
Non è forse quello che ha
compiuto Gesù in Croce? Non è forse quello che afferma Paolo che
"a stento si
trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può
essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché,
mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi"
(Rm 5,7s).
Con questa regola
dell'eccesso noi ci siamo sentiti amati e attirati dall'Amante
al punto da ricambiare con l'amore l'amore. Con la stessa regola
dell'eccesso siamo invitati a proseguire l'opera del nostro
maestro per ricondurre a lui ogni uomo: in un mare d'amore anche
il fango perde consistenza e si scioglie.
RF |