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"Guai a voi...". Non è facile
parlare di Gesù quando diventa severo. Forse perché lo
conosciamo così accogliente, misericordioso al punto da morire
per noi che questa sua severità ci spaventa. Forse è perché
quanto da Lui denunciato è talmente e terribilmente grave che va
ogni limite di sopportazione, anche quello infinito di Dio che
"fa piovere e sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti" (cf
Mt 5,45).
Ma è ben giusto che Gesù
metta in guardia chi sostituisce Dio col denaro e le ricchezze,
fondando lì la propria felicità e sicurezza, perché si chiude in
sé stesso al punto che neppure la Misericordia può raggiungerlo.
E' ben giusto che metta in guardia chi ora è sazio e ride
nell'assoluta indifferenza di chi invece di chi è nella fame e
nel tormento della sofferenza. In fondo non ci aveva avvertito
che qualunque cosa che non abbiamo fatto al più piccolo dei
nostri fratelli non l'abbiamo fatto a Lui (cf Mt 25,45).
Il fratello è un cosa
seria, è Cristo presente di fronte a noi: non possiamo trattarlo
come ci pare. Allora, giustamente: "Guai...".
RF |