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«Non è il figlio di Giuseppe?».
Nonostante l'insolenza e forse
la cattiveria di chi la
pronunciò, questa frase racchiude un fascino che apre al
mistero. Quanti anni Gesù ha vissuto in seno alla sua comunità,
eppure era solo il "figlio di Giuseppe". La grandezza del Verbo
incarnato passava perciò inosservato e tinta della più tersa
normalità.
«Non è il figlio di Giuseppe?».
Viene da dire allora quanto sia preziosa la banalità della vita
normale, quella che si fa ripetitiva e si mostra insignificante,
perché può diventare calice che contiene il Verbo. L'impiegato,
la massaia, lo studente... Tutti indicativi di realtà che
possono custodire il divino in mezzo al mondo, in una
interiorità illuminata dalla Parola di Dio accolta e vissuta
senza clamore.
«Non è il figlio di Giuseppe?».
Si, è ha cambiato e continua a cambiare il mondo.
RF |