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"Anche lui". Il Signore mi
spiazza anche questa volta: si fa battezzare "anche lui". E non
è cosa da poco, visto che si tratta di un battesimo di penitenza
che i peccatori fanno per chiedere il perdono. Lo ha fatto
"anche lui", per dirmi che è con me, che si fatto come me. Non è
il più bel compendio del mistero dell'incarnazione? Dio si fa
"peccatore" perché assume su di sé il mio male, il mio marcio. E
la "voce dal cielo" se ne compiace: la Trinità è pienamente
solidale con la nostra miseria, come un cuneo che si insinua
alla radice malata della nostra umanità e la divelte.
Ora non ci sarà mia miseria
che potrà schiacciarmi sulla terra e impedirmi di guardare in
alto. Sotto ogni mio male si è incuneato l'amore di Cristo, in
questa leva misteriosa che solleva il mondo e si erge drammatica
e dolcissima sulla nostra umanità: la Croce.
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