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Una
donna vedova che perde il suo figlio unico è l’immagine più
efficace dell’umanità avvolta nella solitudine e segnata da un
futuro desolante, priva di qualsiasi forza e speranza, di
qualsiasi peso e onorabilità.
E’
Dio stesso che nella persona di Gesù si china, ancora una volta,
su quest’umanità debole e impotente (1Re 17 presenta il
dolore di una donna pagana), attento al lamento del suo popolo e
ne ascolta il grido.
Non
è solo l’umanità di cui siamo parte ad essere terra impotente,
resa tale dall’egoismo che genera morte; il destino di ciascuno
di noi sarebbe perso se colui che si scelse fin dal seno di
nostra madre (Gal 1) non avesse fatto irruzione con la
potenza della sua risurrezione che genera la vita dove regna la
morte.
Solo
l’Amore ha questa fecondità inaudita che diventa Vangelo da
annunziare, da divulgare oltre ogni confine e ogni limite umano. |