|
Mi piace questo Gesù che esagera ed esce
fuori misura. È bello ed affascinante perché va oltre il
necessario. Noi siamo quelli pesiamo le parole, le azioni, i
gesti. Noi siamo quelli che cercano la giustizia e l’equilibrio.
Invece Dio si dimostra come un “Padre prodigo” ed
“ingiusto”, che riversa su di noi non in ugual misura rispetto
a quanto abbiamo donato. Quella stessa misura la “scuote”
perché non ci siano spazi vuoti, la “pigia” perché ce ne
stia di più ma, non bastando, trabocca! Se mi trovo di fronte ad
un simile Dio diventa comprensibile il fatto che non mi basti più
salutare chi mi saluta, voler bene a chi vuol bene. Anzi, diventa
ovvio imparare ad “esagerare” e donare più del “giusto”:
non un miglio ma due, non solo il mantello ma anche la tunica.
Rompiamo gli argini del tempo che ci rincorre incatenandoci in
impegni, appuntamenti, cose da fare, per dare quanto il prossimo
vicino ci chiede o quanto intuiamo abbia bisogno oltre la sua
richiesta esplicita. Come facciamo a dire che abbiamo dato
abbastanza di fronte a Gesù che ha dato la vita? Stiamo
tranquilli: non rimarremo a mani vuote. Anzi, sarà l’unico modo
per uscire dalla stasi di una vita piatta e arida e scoprire la
bellezza del “centuplo” di un Dio che non si risparmia.
R. F.
|