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Qual
è oggi la strada della felicità e della gioia? Falsi profeti ci
indicano false strade che ci donano pseudo-felicità, gioie
effimere, destinate a sciogliersi come un pupazzo di neve al sole.
Arriva
la proposta di Gesù, forse il vertice del Vangelo: un paradosso;
sono proclamate beate, felici, fortunate le categorie che agli
occhi di quei falsi profeti sono le meno quotate: poveri,
affamati, perseguitati.
Certamente
non sono povertà, fame e pianto in se stessi a renderci felici,
ma povertà, fame e pianto ci aiutano a entrare nella dimensione
giusta: da soli non ce la possiamo fare, dovremmo affidarci a
qualcuno più grande di noi che è l’unico che può darci la
felicità piena che nessuno potrà mai toglierci, quella che
usiamo chiamare “vita eterna”.
Allora,
beati noi se l’esperienza della povertà, del limite,
dell’insufficienza ci farà uscire dalla presunzione e dalla
illusione di un paradiso artificiale per buttarci nelle braccia di
Dio.
(FR)
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