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Nella
nostra contemplazione natalizia del piccolo Gesù bambino possiamo
anche noi esclamare con stupore e riconoscenza: questo sì
che è carne della mia carne e osso delle mie ossa.
Dal
riconoscimento di Adamo per Eva non si era più ripetuta
un’esperienza simile: ora è possibile per l’apparire nella
nostra carne umana di Colui che “dice” tutto del Padre come
Parola generata e quindi feconda della Vita donata all’umanità
che finalmente vede ogni uomo illuminato e trasformato.
Non è forse questa la Luce che ha sconvolto il sonno dei
Pastori spingendoli fino alla stalla dove erano Maria, Giuseppe e
il bambino nella mangiatoia?
Non è forse questa la Gioia che ha squarciato il Cielo
notturno stellato, facendolo risuonare di un canto di lode a “Dio-fra-noi”
?
Non è forse questa la Pace che chiama con una Stella da
ogni angolo della terra uomini d’ogni stirpe e lingua a
depositare lì il loro dono?
La sua Tenda piantata tra noi e la sua Carne
mischiata con quella di ogni uomo, è il Santuario non fatto
manualmente dove anche noi siamo generati da Dio come Lui
unigenito dal Padre dalla cui pienezza anche noi…possiamo dire:
l’ho visto!
(RG)
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