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Vicina. Ma quanto vicina? Domani, tra un mese… no oggi!
E’
una notizia sconvolgente per chi ha forti attese sulla propria
esistenza minacciata dalla malattia, dal futuro incerto per il
lavoro, la casa… per un amore che non si sa se rimarrà, se
ricomincerà.
La conversione che il Vangelo chiede è anzitutto di
accogliere l’annuncio della nostra liberazione vicina:
Dio è colui che compie in modo imprevedibile le nostre ansie.
E’ questa vicinanza che può lasciarci,
stupiti…increduli. Sappiamo tutti i tentativi che noi stessi per
primi e altri con noi hanno compiuto e stanno progettando anche
sullo scenario della storia, ma che siamo chiamati ad oltrepassare
le nostre aspettative e ad abbassare le nostre pretese questo può
anche infastidirci.
E’ infatti troppo debole e ci disarma l’amore che
si avvicina ad ogni uomo e si dona come pienezza, compimento,
ribaltamento, novità, mette a nudo le nostre paure e presunzioni
di salvare noi stessi e gli altri da soli.
L’amore è l’anima della vigilanza contro le
preoccupazioni della vita: se hai paura… ama e lasciati
amare.
(rg)
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