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“Tagliala, taglialo, cavalo...”.
L’atteggiamento che Gesù domanda ai suoi si può sintetizzare in
una parola: risolutezza. Non verso gli altri (lì valgono la
pazienza, il perdono, il dialogo...), ma verso se stessi. Già,
perché l’uomo può essere di scandalo a se stesso. Tutto ciò che
ci “scandalizza”, cioè ti è di inciampo nell’amore vero, va
eliminato senza tentennamenti, senza facili scuse.
S. Giovanni della Croce gli farà eco
affermando: “Che importa che l’uccello sia legato a un filo o a
una corda! Per quanto sottile sia il filo, l’uccello resterà
legato come alla corda, finche non riuscirà a strapparlo per
volare. Lo stesso vale per l’anima legata a qualche cosa:
nonostante tutte le sue virtù non perverrà mai alla libertà
dell’unione con Dio”.
Quanti fili da tagliare (con l’aiuto
dello Spirito, per fortuna), tra questi anche molti desideri,
perché rinunciare veramente ad una cosa vuol dire rinunciare a
desiderarla.
MM
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