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A Giovanni fu necessaria una parola quasi sgradevole, “carne”,
per rendere l’idea di ciò che era avvenuto quando il Dio eterno
e immenso, Santo dei santi, luce da luce, atto puro, Vita,
Perfezione, Bellezza, immutabile Amore prese la forma di un
normale uomo. Un nome comune, “Gesù”, una madre e un padre, una
casa, un paese oscuro di provincia. E’ salutare immaginarsi la
piena umanità di Gesù, Dio che nasce, cresce come tutti i
bambini, conosce il freddo, il sonno profondo e il sogno, il
sudore, il desiderio del cibo e di giustizia, la tristezza dei
giorni di pioggia, l’entusiasmo, la delusione, il piacere
dell’amicizia, il bisogno di appartarsi, la gratitudine e
l’indifferenza, il pensiero, la parola che ferisce o risana,
l’avvicinarsi inesorabile dell’ultimo giorno. Tutto ciò che
costituisce l’umana esistenza Dio l’ha voluto vivere da dentro.
Da allora tutto, tranne il male, che Gesù non conobbe, è
diventato sacro, tutto porta l’impronta dell’amore di Dio.
MM
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