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I vangeli sono avari su Maria. Ci offrono pochissime frasi utili
a farcene un’immagine soddisfacente. Una è quella di oggi che la
descrive mentre conserva nella sua mente i fatti sorprendenti a
cui assiste dopo la nascita di Gesù e sui quali medita. Poche
parole per un ritratto splendido. Stupita ma non sconcertata la
scorgiamo ancora una volta padrona di sé, come lo fu di fronte a
Gabriele. Gli angeli, i pastori, un bambino povero riconosciuto
come il Salvatore... tutti si sorprendono, ne parlano,
discutono. Poco propensa alla chiacchera e all’enfasi Maria dal
canto suo preferisce osservare e riflettere in silenzio. E’ una
donna che ha familiarità con i tempi del mistero. Non riesce a
capire tutto e allora depone nell’anima quanto ha visto e udito
per lasciarlo maturare e comprenderlo a suo tempo. Avevamo
conosciuto Maria proiettata verso Dio, ora la vediamo in se
stessa, posata , sapiente, capace di attendere.
MM
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