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Né tre né re, stando ai dati della Scrittura, i saggi magi
giungono dall’Oriente (probabilmente la Persia) alla ricerca di
un re. Sono il simbolo dei pagani che riconoscono il Messia, il
loro gesto profetizza che Gesù è venuto per tutti e tutti in lui
possono intravedere Dio. C’è però una trasformazione interiore
da compiere e i Magi lo fanno. Stanno cercando un re e quindi si
immaginano una reggia, una corte, una sede di ricchezza e
potere. Trovano invece un bambino povero, una normale casa, una
giovane e un falegname come genitori. Qui sta la grandezza dei
magi: non si sdegnano, non si fermano, ma adorano quel bambino.
Non si aspettano premi, anzi sono loro a fare dei doni a Dio. Ci
ricordano che il nostro è un Dio dell’umiltà, non del lusso,
della debolezza, non del potere, del silenzio, non dello
schiamazzo.
MM
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