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Quest'anno
la domenica della Santa Famiglia si celebra il giorno dopo
Natale: potremmo dire che la poesia del Natale finisce presto.
Infatti
nel Vangelo di oggi San Giuseppe fugge in Egitto, guidato da un
angelo in sogno, e porta con sé il Bambino e sua Madre: è
questione di vita o di morte. Fugge nella notte in Egitto, avrà
paura a ritornare in Giudea, si rifugerà in Galilea, custode
premuroso del Bambino e di sua Madre.
La
Santa Famiglia dunque, proprio lei, è una famiglia di profughi,
vittima della persecuzione del potente di turno, Erode.
'Meno
male che adesso non c'è, Nerone!', dice una canzone di qualche
anno fa; Nerone o Erode, siamo sicuri che adesso non ci siano
più?
Se pensiamo alle varie persecuzioni di oggi contro 'la
famiglia', ai bambini maltrattati, offesi nei loro diritti,
uccisi, vediamo che Nerone o Erode ci sono ancora, eccome. Ma
l'esperienza della Santa Famiglia ci incoraggia e assicura che
Dio alla fine libera dal male; l'angelo annunzia a Giuseppe:
"sono morti coloro che insidiavano la vita del Bambino" (Mt 2,
20). GG |