i Giovani con i Padri Somaschi     

 

La Parola

Il Vangelo domenicale

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13 novembre 2005- XXXIII Tempo Ordinario A 

          «per paura andai a nascondere il talento ...» (Mt 25,25)
 

     
   

Ciò che veramente è contrario all'amore e alla fede non è tanto l'odio o l'incredulità quanto piuttosto la paura. La paura è come un cancro che assale l'anima e la ripiega su sé stessa e stravolge tutte le sue relazioni. In fondo anche nelle cose più terribili come possono essere il razzismo e la guerra non c'è un sentimento di paura? Paura del diverso, paura di un possibile nemico, paura che qualcuno possa prevalere su di noi... Se poi la paura s'insinua anche nel rapporto con Dio allora è finita perché la paura mette distanza e diffidenza dall'unica persona che ci può dare vita e riempire la nostra esistenza, condividendo con noi tutto quanto è suo. Per questo ci viene tolto anche quello che crediamo di avere, perché un rapporto fondato sulla paura non è un rapporto. L'unica arma che ci rimane è l'amore, sola forza capace di sconfiggere la paura sin dalla radice. Non a caso l'apostolo Giovanni afferma: "Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore" (1Gv 4,18).

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