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Maria aveva
seguito Gesù in pienezza (corpo e anima) per le strade polverose
della Palestina, era stata la sua migliore discepola, non c’è
dubbio. Ora in pienezza (corpo e anima) lo segue in Paradiso. La
sua matura cugina ci illumina sul perché di un destino così
felice: quella donna ha creduto che le parole di Dio si
sarebbero adempiute. Senza mai dubitare, senza cedere, senza
crollare di fronte all’assurdo dolore della croce. Nel
Magnificat sentiamo Maria felicitarsi (c’è gioia nelle sue
parole) perché Dio ha guardato gli umili come lei e li ha
protetti, sfamati, beneficati. Ma attenzione, c’è qualcosa in
più. Maria guarda anche ai potenti, i superbi padroni del mondo
che dai loro troni intoccabili esercitano ingiustizia e sopruso
e si rallegra che Iddio li rovesci, li ridicolizzi, li lasci a
mani vuote. Anche noi vogliamo crederlo con lei, è questa oggi
la nostra preghiera accorata.
MM
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