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1. "Voi
siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo" (Mt
5, 13-14).
Queste parole di Gesù
risuonano nei nostri cuori, mentre ci prepariamo alla celebrazione della
decima settima Giornata Mondiale della Gioventù, che avrà luogo
a Toronto, in Canada, nel luglio prossimo. Queste parole ci interpellano
profondamente; ci chiedono di unirci con la nostra vita a Colui che è
la vera luce del mondo e il sale che dà inalterabile sapore alla terra:
Gesù Cristo, il Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in
mezzo a noi.
Vi ringrazio, carissimi
giovani, di questo incontro che avete organizzato, e durante il quale
avete voluto domandarvi insieme: "Che cosa vuol dire essere luce
del mondo e sale della terra"? Vi hanno già aiutato a trovare una
risposta alcuni vostri amici. Aderendo liberamente alla chiamata di Dio,
essi vivono chi il fidanzamento, chi il matrimonio. Alcuni sono
incamminati sulla strada del sacerdozio, altri su quella della vita
religiosa o missionaria.
Li ringrazio per le loro
testimonianze, che stimolano tutti voi a chiedervi con sincerità, così
come hanno fatto loro: "Signore, cosa vuoi che io faccia?",
cosa desideri che faccia per vivere appieno il mio Battesimo ed essere
sale della terra e luce del mondo?
Prima di loro, questo
stesso interrogativo se lo pose Francesco d'Assisi davanti al crocifisso
di San Damiano. A loro come a voi Dio vuole rivelare il suo disegno di
amore, per realizzare il progetto di vita che dall'eternità ha
stabilito per ciascuno.
2. Ringrazio il
Cardinale Vicario per le calorose parole che mi ha rivolto a nome di
tutti voi. Ringrazio pure la responsabile dei giovani dell’Azione
Cattolica diocesana.
Saluto la delegazione di
giovani delle regioni d'Italia, che domani partirà per Toronto, dove
incontrerà i coetanei impegnati a preparare la prossima Giornata
Mondiale. Saluto pure il gruppo che compirà un pellegrinaggio in Terra
Santa, per recare una testimonianza di solidarietà ai giovani di quei
luoghi così provati. Saluto infine la delegazione di giovani
provenienti da Toronto, qui giunti per partecipare a questo incontro ed
alla celebrazione della Domenica delle Palme.
Sono grato ai ragazzi e
alle ragazze che mi hanno manifestato il loro desiderio di aderire alla
chiamata del Signore, ma, al tempo stesso, hanno riconosciuto che non
sempre è facile rispondergli con un “sì” aperto e generoso.
Carissimi amici,
comprendo le vostre difficoltà. Le molteplici proposte, che giungono da
più parti alla vostra coscienza, non vi aiutano certo ad individuare
con facilità quel prodigioso disegno di vita che ha Cristo come centro
unificatore e propulsore. Non è forse vero che alcuni vostri coetanei
vivono come a momenti, scegliendo di volta in volta quello che può
apparire più comodo?
Ascoltatemi! Se non
dedicate tempo alla preghiera e non vi lasciate aiutare da una guida
spirituale, la confusione del mondo può persino giungere a soffocare la
voce di Dio. Come è stato opportunamente notato da alcuni, inseguendo
il soddisfacimento dei propri bisogni immediati si perde la capacità di
amare in nome di Cristo e non si è in grado di dare la vita per gli
altri come Egli invece ci ha insegnato. Che fare, allora?
3. Voi mi avete posto la
seguente domanda: "Cosa dobbiamo fare per essere sale della terra e
luce del mondo?".
Per rispondere, dobbiamo
ricordare anzitutto che Dio ha creato l'uomo a sua immagine,
destinandolo a quella prima e fondamentale vocazione che è la comunione
con Lui! In questo consiste la più alta dignità dell'essere umano.
"Fin dal suo nascere - ricorda il Concilio Vaticano II -
l'uomo è invitato al dialogo con Dio: non esiste, infatti, se non
perché, creato per amore da Dio, da lui sempre per amore è conservato,
né vive pienamente secondo verità se non lo riconosce liberamente e se
non si affida al suo Creatore" (Gaudium
et spes, 19).
Sì, cari amici, siamo
creati da Dio e per Dio e il desiderio di Lui è iscritto nel nostro
cuore! Poiché "la gloria di Dio è l'uomo vivente",
come notava sant'Ireneo di Lione, Dio non cessa di attirare a sé
l'uomo, affinché in Lui possa trovare la verità, la bellezza e la
felicità che cerca senza posa. Questa attrazione che Dio esercita su di
noi si chiama "vocazione".
4. Proprio perché
creati a immagine di Dio, abbiamo ricevuto da Lui anche quel grande dono
che è la libertà. Se non è esercitata bene però, la libertà ci può
condurre lontani da Dio. Può farci perdere la dignità di cui Egli ci
ha rivestiti. Quando non è plasmata dal Vangelo, la libertà può
trasformarsi in schiavitù: la schiavitù del peccato e della morte
eterna.
Cari ragazzi e ragazze
di Roma! I nostri progenitori, allontanandosi dalla volontà divina,
sono caduti nel peccato, cioè nel cattivo uso della libertà. Il Padre
celeste non ci ha tuttavia abbandonati; ha mandato il suo Figlio Gesù
per risanare la libertà ferita e restaurare in modo anche più bello
quell'immagine che si era deturpata. Vittorioso sul peccato e sulla
morte, Gesù ha affermato la sua signoria sul mondo e sulla storia. Egli
è vivo e ci invita a non sottomettere la nostra libertà personale ad
alcun potere terreno, ma soltanto a Lui e al Padre suo onnipotente!
Giovani del nuovo
millennio, non usate male la vostra libertà! Non sciupate la grande
dignità di figli di Dio che vi è stata donata! Sottomettetevi
unicamente a Cristo, che vuole il vostro bene e la vostra autentica
gioia (cfr Mt 23,8-10); a Lui, che vi vuole uomini e donne
pienamente felici e realizzati! Scoprirete in tal modo che soltanto
aderendo alla volontà di Dio possiamo essere luce del mondo e sale
della terra!
5. Queste realtà tanto
sublimi quanto impegnative possono essere comprese e vissute solamente
in un clima di costante preghiera. E' questo il segreto per entrare e
per dimorare nella volontà di Dio. Molto opportune sono, pertanto, le
iniziative di preghiera - soprattutto di adorazione eucaristica - che
vanno diffondendosi nella Diocesi di Roma per opera di voi giovani.
A tutti e a ciascuno vorrei inoltre dire:
leggete, personalmente e comunitariamente, il Vangelo, meditatelo e
vivetelo. Il Vangelo è la parola viva ed operante di Gesù che ci fa
conoscere l'infinito amore di Dio per ognuno di noi e per l'intera
umanità. Il divino Maestro chiama ognuno di voi a lavorare nel suo
campo; vi chiama ad essere suoi discepoli, pronti a comunicare anche ad
altri vostri amici quanto Egli vi ha comunicato.
Se farete questo,
saprete rispondere alla domanda: "Signore, cosa vuoi che io
faccia?". La vera risposta è, infatti, contenuta nel Vangelo, che
idealmente vi consegno questa sera. E' il mandato missionario di Gesù:
"Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo"
(Mt 5,13-14). Ve lo affido per le mani di Maria, fulgido modello
di fedeltà alla vocazione affidataLe dal Signore.
Buon cammino verso
Toronto!
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