Dopo
Colonia io ho cambiato una
cosina nella mia vita, ora, ogni volta che tratto male il
prossimo, ogni volta che agisco per pigrizia, ogni
volta che rifiuto un aiuto o dico una
parola mal detta di troppo, mi chiedo:
ma sono veramente tornato per
un'altra strada ? E questa domanda mi sprona ogni giorno a
dare un po' di
più...
Per quanto riguarda la preghiera, una volta avevo sentito di
un gruppo di persone di posti diversi
che si era messa d'accordo di pregare, ognuno a
casa propria, ad una certa ora. Sapendo che anche gli
altri stanno pregando, è un po,
come essere insieme, che ne dite delle 5 del mattino ? No,
scherzo, che ne dite dell'idea?
magari per le 7:30 prima di cena...
Euge
Volevo
dirvi a tutti il mio grazie per questa fantastica GMG, la
sognavo da anni, quando siamo partiti non mi sembrava
neanche vero, mi sembrava di toccare il cielo con un dito
dalla contentezza. Poi martedì mattina appena arrivati a
Colonia, vedere un'infinità di ragazzi: lì tutti venuti per
lo stesso ideale, mi riempito il cuore di gioia, e mi son
detta: "caspita quanti siamo, tutti
per Lui, per costruire la PACE, da tutto il mondo".
Tutti quei pensieri erano nella mia testa ma l'unica
parola che è uscita è stata "che bello"
Abbiamo condiviso molto insieme e ogni momento era per amare
il tempio della presenza di Dio che è
ognuno di noi: dal buongiorno al mattino, al posto a sedere
sul bus e tutto il resto. Grazie veramente, mi avete dato
molto, subito non ci conoscevamo e non sentivo
la presenza di Dio in mezzo a noi e
questo inizialmente mi ha buttata un po' a terra, ma la
notte a Lucerna e ore e ore di pullman ci hanno aiutato
molto a conoscerci. Siamo diventati una grande famiglia in
Lui, ripensare a tutti i momenti mi viene da
piangere di gioia, tutte le chiacchierate con alcuni la sera
o sul metrò mi son servite tantissimo, tutti abbiamo una
nostra storia, una strada diversa ma siamo arrivati tutti a
Colonia per Gesù, per adorarlo insieme: durante la GMG e
anche adesso, il Suo amore ci unisce tutti e il sogno di
aver un mondo di Pace si può
realizzare.
Samy
Hola!
Ciao a tutti! Questa mail è già arrivata ai miei carissimi
compagni del Politecnico e ad altri amici, poi ho deciso di
rendere partecipi tutti voi, miei compagni di
pellegrinaggio, di come ho vissuto questa fantastica
esperienza a Colonia! (Come ci ha suggerito padre Roberto)
Ho pensato che questo era il modo più semplice e diretto per
far partecipi tutti gli amici, chi era con me e chi magari
ha seguito per televisione, qualcuno potrebbe anche non
saperne quasi nulla, della bella avventura che si chiama GMG.
Non sono una scrittrice, quindi non aspettatevi un poema
perfetto, forse il diario di viaggio di Elisa sarebbe
meglio, però voglio dare anche le mie opinioni e le mie
impressioni, oltre che a farvi partecipi del grande dono che
ho portato a casa.
Cominciamo dall'inizio. Quando mi è stato proposto,
all'incirca questa primavera, di partecipare alla GMG 2005 a
Colonia, ho ripensato all'avventura vissuta a Roma e, a
pensarci bene chi me lo faceva fare di dormire male,
mangiare forse peggio e percorrere i Km in mezzo ad una
folla senza fine, oltre alle code e resse per prendere metrò
e treno? Eppure ho accettato questa 'sfida', non perché non
fossi in grado di adattarmi per una settimana a questa vita
un po' spartana, ma qualcosa dentro mi diceva che sarebbe
stato un momento fantastico e un appuntamento
irrinunciabile.
Così domenica 14 agosto un gruppo (beh sì, un numero non
proprio esiguo...101, sì proprio come i dalmata...) di
impavidi avventurieri si sono messi in viaggio verso
Colonia. Sì, tanti ragazzi di tutte le età e provenienti da
tutta Italia si sono uniti sotto la guida dei nostri Padri
Somaschi (a cui va un particolare ringraziamento per tutto
ciò che hanno fatto, dall'organizzazione di tutto il viaggio
fino ad ogni attimo di tempo che hanno dedicato ai nostri
bisogni ed esigenze per renderci il viaggio il più bello e
sereno possibile). Arrivavano da Torino, da Genova, da
Magenta, da Cagliari, da Martina Franca e... anche dalla
Spagna! Abbiamo vissuto insieme per una settimana, dormendo
in una palestra, mangiando un po' maluccio (solo la
colazione si salvava), macinando i Km e talvolta facendo
qualche viaggio in treno o metrò che faceva concorrenza ad
un carico di bestiame.
Qualcuno potrebbe allora chiedersi: ma chi ve lo ha fatto
fare? La risposta è semplice, nonostante tutti questi
intoppi o disguidi, la gioia di stare con migliaia di altri
giovani provenienti da ogni angolo del pianeta, l'entusiasmo
di cantare e realizzare ogni giorno davanti ai nostri occhi
quel sogno, a volte lontano, che chiamiamo PACE, non ci ha
fatto pesare per nulla i problemi. Sono tornata a casa con
il cuore pieno di gioia e di entusiasmo, è stato fantastico
vedersi realizzare la convivenza pacifica dei diversi
popoli, superando le differenze di colore, di razza, di
abitudini... In più, per coloro che credono, chi più chi
meno, è stato bello riunirsi sotto il cielo stellato di
Marienfeld durante la veglia di sabato notte, con la nostra
guida spirituale, Papa Benedetto XVI, per non parlare poi
della Messa a cielo aperto di domenica, in mezzo a migliaia,
forse milioni, di persone e altrettanti colori di bandiere
che sventolavano insieme, come in un splendido quadro.
E oltre ai momenti di riflessione, catechesi e Via Crucis,
abbiamo avuto la possibilità di conoscere tante persone,
nuovi amici, soprattutto tra i nostri compagni di viaggio,
che l'hanno reso ancora più piacevole!! In primis metterei i
pugliesi, forse perchè in pullman viaggiavano proprio
affianco al nostro gruppo (splendido lo scambio di canti
dialettali) e tutti gli altri... purtroppo se dovessi
parlare di ognuno di loro non finirei più. Ma almeno una
cosa la voglio dire: a parte i momenti più intimi di
preghiera e di riflessione con i Vescovi, durante le
catechesi, e con il Santo Padre, il momento più bello è
stato ogni secondo trascorso insieme. Sì, proprio come Gesù
disse: "Quando due o più di voi si ritroveranno in mio nome,
io sarò lì in mezzo a loro", così ogni attimo passato
insieme agli altri è stato un momento di crescita. E' stato
bello dimostrare al mondo che sappiamo vivere la PACE, che
sappiamo condividere ciò che abbiamo con gli altri, che
sappiamo guardare oltre alle differenze di razza, che siamo
giovani che credono ancora in qualcosa, anche se forse i
media hanno preferito sottolineare i disguidi e i problemi.
Avrei anche tanti aneddoti simpatici e divertenti da
raccontare a coloro che non c'erano, tipo uno stadio colmo
di italiani che cantano l'inno d'Italia con gli alpini, gli
irlandesi che ci fermano e ci chiedono "Can you sing
Volare?", la visita alla città di Colonia e a Bonn, i viaggi
in pullman… ma non finirei più. Intanto spero di non aver
annoiato nessuno, ma di aver trasmesso almeno un po' della
gioia che io ho provato per quella settimana a Colonia.
Cristina
È
stata un'esperienza indimenticabile! Cosa mi ha toccato
il cuore? Per prima la catechesi di don Vincenzo. Lo so
che per qualcuno può aver detto cose scontate, ma, forse
per il modo in cui le ha dette, mi ha davvero aiutato a
capire perchè io e tutti quei giovani eravamo lì: per
manifestare il nostro amore per Dio, certo, ma
soprattutto per manifestarlo attraverso la richiesta
della pace. È stato lì che ho davvero trovato una
ragione profonda dietro la mia presenza e sono stata
felice di essere lì anche per un motivo diverso da un
semplice viaggio tra amici che vogliono vedere il Papa e
che destano molto scalpore sui giornali.
Anche la Messa della mattina dopo la veglia ha avuto i suoi
momenti bellissimi. Tre in particolare; forse il più
ovvio, ma che mi ha commosso comunque, è stato quando il
Papa ha fatto sentire forte il suo "danke" al momento
dei saluti. Poi quando non so quale cardinale, ha fatto
questo discorso: "Gesù ha detto 'se due o tre sono
riuniti nel mio nome io sono con loro', quindi, poichè
qui siamo un milione di persone con il nostro amato
Santo Padre, la presenza di Gesù tra noi è quasi
palpabile"... e per ultimo invece mi ha commosso un
gesto tra di noi: al momento di scambiarsi la pace,
durante la stessa Messa, c'è stata una mobilitazione
generale tra di noi, perchè tutti volevano far arrivare
la loro pace a tutti, e per me è stato bellissimo, così
come è stato bellissimo scambiarsi un segno di pace con
gente di tutto il mondo che era lì vicino a noi ed è
stato bellissimo (come Diego ha detto a Somasca da parte
di tutti gli spagnoli) che i giovani di paesi in guerra
si salutavano con entusiasmo e inneggiavano al paese
dell'altro.
La tappa a Somasca poi è stata secondo me il momento
spirituale più bello di tutta la GMG. Oltre al fatto di
sentire le emozioni di tutti in chiesa, è stato proprio
il semplice essere lì. Io faccio parte di una parrocchia
che da sempre ha Padri Somaschi, ma non credevo che
questo avesse importanza, non mi ero mai sentita una
"giovane somasca", non sapevo nemmeno che i giovani
somaschi esistessero. Quindi è stato molto importante
per me tornare a quelle che ho scoperto essere le mie
radici, tornare all'inizio, conoscere la figura di S.
Gerolamo e da quel momento sentirmi davvero una "giovane
somasca".
C.A.
Quando
sono partita per la GMG di Colonia avevo un obiettivo:
fare una profonda esperienza di fede, personale e
comunitaria. L'obiettivo è stato raggiunto pienamente e
questo mi ha riempito di gioia. Ripensandoci, mi rendo
conto che abbiamo ripercorso il cammino dei Magi; un
cammino pieno di difficoltà, un cammino faticoso...
certe volte non sapevo dove stessi andando ma ero
consapevole di essere "in viaggio". Ho sempre pensato
che questo, prima di essere un viaggio "esteriore",
dovesse essere un viaggio interiore.. e così è stato.
Tutte le difficoltà pratiche che abbiamo incontrato (la
rete di trasporto pubblico insufficiente a contenere
migliaia di persone, l'impossibilità di partecipare a
certi eventi, le file interminabili, il cibo tremendo,
la stanchezza) sono servite a farmi capire una cosa
fondamentale: che contava unicamente trovare Dio, e che
potevo scoprirlo in tutte quelle situazioni... negli
occhi del fratello che avevo accanto, nel momento di
stanchezza, nel dover rinunciare ad un evento tanto
atteso... era Lui che dava valore a tutto ciò. Non
importava cosa facessimo o dove andassimo: Lui era lì,
dentro di me, e rendeva speciali anche momenti
che normalmente sarebbero definibili tutt'altro che
tali. Ho imparato anche a rendermi conto dei miei
limiti, di come posso migliorarli, e dei miei punti di
forza. Questa GMG mi è servita anche a conoscere meglio
me stessa come persona...
I momenti indimenticabili sono tanti! Il rosario
recitato sulle rive del Reno, il giorno del
Pellegrinaggio alla Basilica, le catechesi a Lagenfeld,
il concerto del Gen Rosso (quanto ci siamo divertiti!!),
la pizza da "Don Camillo" dopo una settimana di
scatolette, la veglia e la Messa al Marienfeld... lì
tutto è stato speciale ma in particolare c'è stato un
momento in cui mi sono profondamente commossa: la sera
della Veglia, nel momento dell'adorazione Eucaristica.
Lì ho sentito Gesù vicino come non mai, è come se avessi
toccato con mano il Suo amore...
Un altro momento splendido è stato il giorno che abbiamo
passato a Somasca. Mi è venuto spontaneo ringraziare S.
Girolamo per aver scoperto la realtà somasca, con tutto
ciò che rappresenta per me... e poi mi ha colpito
tantissimo il fatto che siamo partiti come singoli
gruppi provenienti da luoghi geografici differenti ma
siamo arrivati a Somasca come un'unica famiglia.
Sono tornata a casa con un sacco di cose nel cuore, con
il desiderio forte di far sì che questa non sia solo una
bella parentesi, ma che possa rappresentare il punto di
partenza per una "nuova" vita, una vita in cui tutto (la
famiglia, gli affetti, lo studio, gli impegni in
comunità) trovi il suo valore non di per se stesso ma in
Gesù...il compito è arduo ma voglio provarci!
Un abbraccio a tutti,
sia a chi ha condiviso questa meravigliosa esperienza
con me, sia a chi non ha potuto esserci fisicamente ma è
stato presente con il cuore..
Primissima
cosa che mi è piaciuta tantissimo: andare come gruppo di
giovani somaschi! È stato davvero bello poter rivedere tanti
amici di vecchia data… e conoscere tanti/e ragazzi/e mai
visti prima ma con cui ci si è trovati subito in sintonia…
perché si era lì come gruppetto più o meno legato a uno
stesso carisma… e non solo… c’erano anche “rappresentanti”
di altri gruppi (missionari della consolata, salesiani,
focolarini)… è stato splendido soprattutto perché il nostro
andare insieme a Colonia poggiava sul desiderio di fare una
forte esperienza di fede e di Chiesa. E così è stato, almeno
per me… Più i giorni passavano e più eravamo gruppo… e la
fatica di muoversi in 101 (sì proprio come la carica dei
dalmata…) svaniva di fronte alla bellezza di essere lì sotto
la protezione particolare e la guida speciale di S.
Girolamo…
Mi son trovata benissimo con tutti, e ringrazio
davvero tutti di cuore!
Qualcuno potrebbe pensare che viverla come
gruppo legato a una congregazione sia una scelta poco
consona allo spirito della GMG stessa: partecipare a
quest’incontro come gruppo con un particolare carisma non è
come staccarsi dalla massa e fare vita a sé, tipo setta…
Invece è stato arricchire l’incontro stesso con una
sensibilità peculiare: non è stato un togliere, un separare,
ma al contrario è come aggiungere alla minestra un pizzico
di gusto in più…
Sì perché non sempre era facile venirsi
incontro, essere disponibili, aspettarsi, rincorrersi, fare
code chilometriche per arrivare a destinazione, viaggiare
come le sardine, recuperare il pranzo dall’altra parte della
città, camminare, camminare… Eppure non è certo questo che
mi è rimasto: la fatica passa, la stanchezza si recupera, ma
la gioia, l’entusiasmo e le amicizie restano così come la
voglia di vivere alla grande, di essere lievito, anzi tutto
questo aumenta…
Secondo punto: che sensazione, quasi avevo i
brividi vedendo tanti giovani lì per un unico ideale, lì per
Cristo, per Colui che ci ha amato fino a dare la vita per
noi…
Bellissimo camminare per Colonia in mezzo a
canti e bandiere di tutto il mondo… bellissimo conoscere
persone di ogni dove (compreso il paese a due passi da casa)
e scambiarsi qualche impressione, condividere qualche idea…
bellissimo sentirsi parte di qualcosa di più grande,
sentirsi popolo di Dio… bellissimo essere sdraiati sotto le
stelle insieme a migliaia di giovani e guardarsi intorno
vedendo ragazzi e ragazze ovunque, accampati alla buona ma
con gli occhi scintillanti dalla gioia… Semplicemente
bellissimo il fatto di poter essere lì... e di poter fare
questa esperienza indimenticabilmente meravigliosa…
Terzo: il contenuto non era solo un incontro di
giovani ma era una possibilità reale e concreta di
INCONTRARE DIO: un’opportunità per fermarsi a pregare, a
riflettere, a meditare, per parlare con qualche uomo di Dio
non perché vestisse la tunica ma perché aveva Dio dentro…
Tra tutte le cose ascoltate vorrei condividerne
una che mi ha detto e mi dice tanto dalla catechesi di mons.
Paglia ha commentato il brano cardine della GMG, quello dei
Re Magi: “… per un’altra strada fecero ritorno al loro
paese”… PER UN’ALTRA STRADA… l’incontro con Gesù cambia ogni
prospettiva, ci fa cambiare strada o ci fa cambiare il modo
in cui percorriamo la nostra strada. I Magi fanno ritorno
per un’altra strada non perché questo faccia loro comodo o
per scelta, ma per salvare il Bambino. E noi come i Magi
siamo chiamati a percorrere la strada che oggi come allora
salva il Bambino, salva l’orfano, l’ultimo, l’abbandonato,
la persona sola, quella senza fiducia né speranza, quella
che sicuramente non ha bisogno dei nostri soldi ma del
nostro sorriso e del nostro amore… Chi incontra Cristo
cambia strada, perché Cristo cambia il cuore…
Al rientro in Italia siamo passati da Somasca e
lì abbiamo concluso la nostra GMG con un momento di
condivisione in cui ciascuno poteva dire le proprie
impressioni sulla settimana. È stato a dir poco meraviglioso
ascoltare quello che ognuno si portava via: davvero unico… E
in quel momento, per l’ennesima volta, il mio pensiero è
volato ai ragazzi della Colombia… che mi avevano chiesto di
ricordarli e pregare per loro… e a tutti i giovani che non
avevano potuto essere a Colonia… perché nemmeno conoscono
questo evento… o perché materialmente non avevano la
possibilità di essere lì (anche se per me c’erano lo
stesso!!)
Ely
|