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Un’immagine:
il mouse e il doppio clic che si fa col pulsante sinistro. Alle volte il
rapporto con la nostra vita è un po’ così: ci sono delle nostre
esperienze, dei nostri modi di essere che rimangono come certe icone in
un angolo dello schermo del computer. Sono lì, come in standby
e non sappiamo cosa c’è dentro o, se lo sappiamo ne temiamo il
contenuto ed evitiamo di aprirlo. Eppure è importante ogni tanto avere
il coraggio di arrivare lì, su quell’icona e cliccarci sopra, per
vedere cosa c’è dentro, come funziona e, magari, fermarsi a fare un po’
d’ordine…
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Cosa significa essere soli e cosa significa essere
insieme, uniti? Non è una domanda oziosa perché se la risposta fosse
immediata e semplice avremo attorno più gente felice e meno gente
triste. Questo perchè il significato delle parole
in gioco non è così scontato.
Infatti
uno può anche essere in mezzo a tanta gente, ridere e
scherzare ma essere solo, tremendamente solo, come la maschera di un
clown o di un pierrot: attira tanta gente attorno a sé ma dentro è solo.
Soli significa essere chiusi in sé stessi,
incapaci di comunicare le cose più profonde e più belle che si vivono.
Oppure soli significa ripiegati su sé stessi perché dagli gli
altri si va solo per prendere e non per dare, perché magari si cercano
sicurezze che dentro non si hanno, o perché si è diventati egoisti e
sembra più facile sfruttare gli altri mettendosi al centro
dell’attenzione…
Ma questo non cambia gli
effetti della solitudine:
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Si può contare solo sulle proprie forze
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Si è più esposti alle difficoltà
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Davanti al dolore e alla sofferenza non
si hanno risorse
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Non si ha chi è disposto a rischiare
per te e con te
-
Non ti puoi confrontare sulle cose
profonde della tua vita
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Nonostante l’allegria che si manifesta
all’esterno, dentro si è aridi, spenti, fragili sempre in
atteggiamento di difesa rispetto agli altri e alla vita
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Si sente la mancanza di senso della
vita e si vive o in depressione o nella ricerca della trasgressione
ad ogni costo per colmare il vuoto che si prova
-
Manca l’orizzonte del futuro e ci si
consuma tutti nel presente
Fondamentalmente
l’effetto dell’essere soli è una profonda tristezza
interiore, magari ben mascherata ma che quando meno te lo aspetti ti
assale alle spalle.
Anche
il significato dell’essere uniti non è così immediato perché non
significa essere in mezzo a tanta gente. Anzi si può essere fisicamente
da soli, però ci si sente uniti con chi condivide i miei stessi ideali
di vita, la mia vita, il mio modo d’essere. Essere uniti
significa atteggiamento di apertura nei confronti della vita e quindi
degli altri. Significa sentirsi parte positiva del mondo, senza avere
timori o “territori” da difendere. Significa sentire gli altri con le
loro diversità non una minaccia ma una risorsa. Significa sapere che c’è
qualcosa dentro il cuore di ogni uomo che ci unisce immensamente di più
rispetto a qualsiasi cosa che apparentemente ci possa dividere.
Significa sapere che un certo livello non solo di comunanza ma
addirittura di intimità è possibile con ogni persona.
Gli effetti sono poi
straordinari:
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Senti una forza che ti accompagna
interiormente anche quando non hai nessuno vicino
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Affronti le difficoltà e le sofferenze
con fiducia e con serenità
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Sperimenti la gioia intensa
dell’intimità dei rapporti
-
Comprendi il significato più bello
della vita e delle cose che fai
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Sfrutti bene il presente e sei aperto
al futuro
Insomma, la vita è
felice e si vive col “cuore caldo” sentendosi sempre “cittadini del
mondo”, mai fuori posto.
Ma come si opera
questo miracolo che ci permette di unirci e vivere uniti? È Gesù!
Lui e venuto nel mondo
per questo motivo, per rivelare chi è l’uomo e per restituirgli la sua
vera “immagine”. Sì, perché l’uomo è stato creato ad immagine e
somiglianza di Dio: “facciamo l’uomo a nostra immagine e a
nostra somiglianza”. “Nostra” perché Dio non è un dio solitario ma,
in quanto Amore, è in sé stesso una famiglia, una comunità: la Trinità,
tre ma uno! E noi siamo creati ad immagine e somiglianza dell’Amore,
dell’Unità, ad immagine della relazione. Per questo quando si è soli si
è nella tristezza perché stiamo rinnegando ciò per cui siamo fatti,
stiamo vivendo fuori dalla nostra natura. Sarebbe come se si usasse la
Ferrari di Schumacher come fosse una motozappa. Noi nasciamo da una
relazione, cresciamo per delle relazioni, viviamo per delle relazioni,
soffriamo e cresciamo male se queste relazioni ci vengono a mancare o
sono sbagliate o le viviamo male. La nostra vita può cambiare per un
abbraccio dato o non dato, per un abbraccio ricevuto o non ricevuto…
Gesù è venuto sulla
terra perché ritrovassimo la dimensione del vivere uniti ad immagine
della Trinità. Come un emigrante che in terra straniera si adatta alla
vita del popolo in cui si trova a vivere ma mantiene gli usi e i costumi
della sua terra d’origine, Lui ha portato gli usi e la vita della sua
patria: il Cielo.
Gesù
con la sua vita e con il suo amore si propone come ponte tra te e me,
tra il Cielo dentro di me (l’immagine e somiglianza con la Trinità) e
il Cielo dentro di te. Se incroci due legni tra loro non bruciano perché
sono vicini ma rimangono inesorabilmente soli: non sono uniti, al
massimo fanno catasta. Perché si fondano nell’unità di un’unica fiamma
ci vuole una scintilla che faccia scoccare l’incendio. Questa scintilla
tra me e te concretamente è Gesù! Gesù che ha amato immensamente me,
condividendo tutto di me sino a morire in croce, sino a gridare lo
strazio dell’abbandono: “Dio mio, perché mi hai abbandonato”, per
consumare ogni mia solitudine e abbandono. Ma che ha amato te allo
stesso modo, per consumare ogni tua solitudine ed abbandono… E se ci
avviciniamo gli uni gli altri con questa comune esperienza d’amore, con
la consapevolezza di quanto sia immenso ciò che ci accomuna, esplode
quella fiamma che ci unisce, riempiendoci di gioia e aprendoci al mondo
e alla vita, con tutti gli effetti descritti prima!
Concretamente che
cosa bisogna fare?
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Conoscerci uno a uno, non solo in
superficie.
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Comunicare ciò che viviamo, le nostre
esperienze, quello che viviamo dentro.
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Interessarci gli uni degli altri,
comprendendo le altri necessità e condividendo le proprie
-
Aiutarci in tutti i modi: se uno ha
bisogno tutti hanno bisogno con lui, se uno è in difficoltà tutti
siamo in difficoltà con lui. Tutto dell’altro ci riguarda, e bisogna
cercare di risolvere le sue cose come se fossero cosa nostra perché
Gesù con noi ha fatto così.
Roberto Frau
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