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Un’immagine:
il mouse e il doppio clic che si fa col pulsante sinistro. Alle volte il
rapporto con la nostra vita è un po’ così: ci sono delle nostre
esperienze, dei nostri modi di essere che rimangono come certe icone in
un angolo dello schermo del computer. Sono lì, come in standby
e non sappiamo cosa c’è dentro o, se lo sappiamo ne temiamo il
contenuto ed evitiamo di aprirlo. Eppure è importante ogni tanto avere
il coraggio di arrivare lì, su quell’icona e cliccarci sopra, per
vedere cosa c’è dentro, come funziona e, magari, fermarsi a fare un po’
d’ordine…
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Si è conclusa
l'estate, il tempo delle vacanze e dei viaggi... Milioni di persone si
spostano con ogni mezzo, dall'auto all'aereo, dalla nave al treno... L'immagine
del viaggio ultimamente mi ha molto affascinato, forse perché anch'io
mi sono ritrovato a viaggiare spesso. Mi è venuto da fare un parallelo
con la giovinezza, scoprendo che hanno molte caratteristiche comuni...
Proviamo a percorrere insieme questa similitudine.
Col treno, ad esempio, seduti nel nostro scompartimento il finestrino
ci offre continuamente panorami diversi. Così nella giovinezza perché
continuamente, scoprendo aspetti nuovi della vita, cambiamo la
prospettiva con cui si guarda il mondo, con cui si vedono e si valutano
le cose. Lasciando alle spalle le visioni ingenue dell'infanzia si cerca
continuamente di capire e di adattarsi alla realtà che ci circonda.
Viaggiare è bello, specie se in compagnia: si ride, si scherza, si
fanno nuove conoscenze, si vedono posti nuovi. Così è la giovinezza:
è bello essere giovani! Gioisci nel viverla, curioso di tutto ciò che
può offrirti, come se la vita fosse tutta lì, come se il viaggio non
finisse mai. Ma attenzione, perché ogni viaggio ha una meta, ogni via
conduce ad un luogo. Così la giovinezza ha una meta, una sua
destinazione, perché come ogni viaggio, anche la giovinezza finisce e
non torna più...
Qual'è la
meta della giovinezza? È la realizzazione della propria vita.
Qui s'inserisce il lato oscuro del viaggio - e, nel paragone, nella giovinezza
- l'aspetto che intimorisce.
Ma la maggior parte dei viaggi, infatti, sono fatti sempre con mezzi
diversi e diventano un gioco di coincidenze: metropolitana, treno,
aereo, bus... Specie se non si tratta di un itinerario abituale si è
assaliti dall'angoscia di non arrivare per tempo, di perdere la
coincidenza, di vedersi partire il treno di fronte al naso, di perdere
il volo per una manciata di minuti... Così è spesso nella giovinezza.
Si preferisce non pensare alla meta, al futuro, perché altrimenti certe
domande ci metterebbero in ansia togliendoci la pace. Ce la farò? Non
ce la farò? Sarà il ragazzo/a giusto/a? Sarà l'occasione giusta? E se
sbaglio? Piuttosto che convivere col sottile rischio di fallire, col
rischio di soffrire, abbandono l'idea di una meta e viaggio per
viaggiare, vivo per vivere, senza una strada. Qui però sta l'illusione:
il treno entrerà in una stazione, l'aereo atterrerà in un aeroporto,
la nave attraccherà in un porto. Così la giovinezza inevitabilmente
finisce e dove arriva arriva... E quell'arrivo non preventivato potrebbe
non piacere con altri 30, 50 anni ancora tutti da vivere.
Io conosco una via, una direzione dove la meta della
realizzazione della vita è possibile, senza perdere il gusto e
la bellezza del viaggiare: è Gesù che ha detto di se "Io
sono la via, la verità, la vita".
La via di Gesù è l'essenza, la verità stessa della vita: l'amore.
Nell'amore il viaggio e la meta coincidono: è amore! Realizzo la mia
felicità solo se esco dal mio egoismo; faccio la mia felicità solo
costruendo quella degli altri, salvo la mia vita quando la rischio per
quella di un altro. Sarà un bel viaggiare e un bell'arrivare.
Roberto Frau
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