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Amore,
amore, amore... Dio mio, quante volte questa parola si rincorre nelle
nostre bocche: "ti amo... è il mio amore... non è un
amore?". Ma cosa diciamo quando usiamo questa parola? Perché non
è una parola qualunque, visto che su quella parola si compiono scelte
che valgono una vita e s'investono sogni, energie, passioni... Anche in
campo religioso nelle catechesi, nelle prediche la parola
"amore" è un po' come il sale o il prezzemolo che metti
ovunque, ma chi ascolta cosa comprende? E poi cosa vive? Anche perché
ingenuamente pensiamo tutti di sapere cosa significhi amare e come si
ami, ma poi quel che viene fuori è spesso un misto di tante cose che
alla lunga hanno ben poco a che fare con l'amore. Così chiacchierando
con alcuni amici sono saltate fuori alcune differenze tra ciò che noi
chiamiamo amore - e poi "viene come viene" - in
confronto con la perla preziosa del Vangelo che è l'amore con cui Gesù
ci ha amati e con cui ci ha proposto di amare. Ecco il
raffronto.
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L'amore "come viene viene"
– Se ci fate caso e difficile che ci venga da amare qualcuno che ci
sta antipatico. È normale che se proprio vogliamo del bene a qualcuno
questo qualcuno ci debba ispirare dei sentimenti positivi, ci ispiri
simpatia. Come è normale che se con una persona non trovo particolari
gratificazioni magari continuo ad essere educato con lui ma alla fine
non lo calcolo e certo non lo frequento. In altre parole possiamo dire
che l’amore umano si fonda sulla simpatia e sul sentimento (che
come qualcuno si è già accorto è molto instabile) e sia basato sulla
propria gratificazione personale.
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L'amore evangelico
– Su cosa si fonda l’amore del cristiano? Perché ama? Ama perché
ha scoperto che Dio è amore. E’ prima di tutto Dio che ci ama,
che si prende cura di noi (senza risparmiarci le difficoltà che ci
fanno crescere), che dona se stesso a noi. Non solo ci ama ma ci
comunica il suo amore; in ciascuno di noi vive qualcosa di divino, che
proviene da Dio: la capacità di amare. E’ una fiammella accesa che
vive in noi; se non viene alimentata si può anche spegnere. Dio ci
rende capaci di amare a nostra volta gli altri.
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L'amore "come viene viene"
– Penso che tutti abbiate notato il fatto che, proprio basandosi sulla
simpatia e sulla gratificazione, vogliamo bene solo a poche persone,
per cui ne scegliamo alcune e altre le scartiamo perché non le
riteniamo meritevoli del nostro amore, perché ci stanno antipatiche,
perché non sono della nostra compagnia, perché hanno il colore della
pelle diverso dal mio, perché sono più poveri o più ricchi di me,
perché non ascoltano la nostra stessa musica, ecc. In altre parole
l’amore umano seleziona il suo oggetto.
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L'amore evangelico
– L’amore cristiano, così come ce lo ha insegnato Gesù, non è
diretto solo a qualcuno ma a tutti. Infatti Gesù non ha
respinto nessuno, ha amato tutti quelli che gli ha incontrato. Chi ama
non fa differenza di persone, ama il simpatico (come Giovanni) ma anche
l’antipatico (come Giuda). Anche se i sentimenti verso l’antipatico,
il rivale, colui che mi ha offeso, rimangono avversi (è un fatto
naturale e spesso non possiamo farci niente) il cristiano cerca di non
ascoltarli e di aiutare, capire, perdonare anche lui. Perché? Perché
ha capito una cosa: tutti sono figli di Dio, tutti meritano rispetto.
Gesù è morto anche per lui.
Non
solo, c’è qualcosa di più: in tutti è presente Gesù. “Avevo
fame, ero malato, ero in carcere”. Ogni prossimo che ci sfiora è Gesù,
ogni cosa che facciamo agli atri la stiamo facendo a Gesù. E non solo
alle persone buone e sfortunate, ma anche a chi è colpevole.
E’ logico che per fare questo non possiamo basarci sulla nostra
gratificazione, anzi molte volte dovremmo fare uno sforzo non
indifferente. Però è proprio questo sforzo che rende il nostro amore
più puro, più prezioso. Dopo aver amato così sentiremo la gioia di
esserci riusciti, la soddisfazione e la pienezza del cuore.
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L'amore "come viene viene"
– A parte il gioco delle coppie, per cui c’è il gusto della
“caccia” e di “conquistare la preda” (il che la dice lunga su
quello che è la radice dell’amore umano) normalmente in situazione di
normalità non ci viene spontaneo iniziare noi a donare. A parte
un temperamento o un indole particolarmente generosa, in genere si
aspetta che sia l’altro a chiedere se ha bisogno di qualcosa e se non
chiede… “beh, peggio per lui, che si svegli”.
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L'amore evangelico
– Gesù non farebbe così. Lui ha fatto il primo passo, è venuto fra
noi a cercarci (per un Dio questa è un’umiliazione) e durante la sua
vita non ha mai aspettato di essere amato e riverito, ma ha sempre fatto
lui il primo passo. Quindi anche noi dobbiamo amare per primi.
Essere scattanti nel fare il primo passo iniziando noi a donare, a
consolare, a prestare, ad aiutare.
Ho
notato che fare così spesso sorprende gli altri, li spiazza, è
qualcosa di più che umano. Spessissimo succede che allora rispondano e
anche loro si mettano nell’atteggiamento di amarci.
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L'amore "come viene viene"
– Sebbene in un rapporto di amicizia e in un rapporto di coppia si
cerchi un rapporto tra “pari” in realtà è sempre fortissima una
duplice tentazione. La prima è quella in qualche modo di dominare
sugli altri, di avere sempre ragione, di imporre le proprie idee e
le proprie scelte, a volte con durezza (perché sono il più forte, il
più deciso…), a volte con autorevolezza (perché ho più
esperienza…), a volte con dolcezza (perché sono più furbo e ti
lusingo, purché alla fine si faccia come voglio io). L’altra
tentazione è quella di essere dominati, perché fa comodo che ci
sia qualcuno che mi alleggerisca dal peso e dalla fatica (e dalla
responsabilità) di decidere, per cui ben venga chi ha le idee chiare e
sa quello che vuole: lavora per me e se le cose andassero male la colpa
alla fine è dell’altro.
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L'amore evangelico
– Chi vive l’amore cristiano non domina e non è dominato.
Non cerca di imporre il suo punto di vista, i suoi gusti e le sue
scelte. Esprime agli altri il suo punto di vista e poi li lascia liberi
di condividerli o meno. Però non si lascia nemmeno dominare perché ha
un suo preciso modo di vedere le cose: il modo del vangelo. Gli altri
possono capirlo o meno, ma lui va avanti in ciò in cui crede. Per
esempio di fronte alla moda di drogarsi, di non controllare i propri
istinti (egoismo, sesso, spreco), di guadagnare imbrogliando, chi segue
Gesù sa prendere posizione con coraggio.
Tra
i cristiani quindi il tipo di rapporto è particolare, nessuno domina,
ma si vive l’amore reciproco. Ognuno ha il suo cervello, le sue
idee, ma è disposto ad ascoltare e prendere in considerazione anche le
idee degli altri. Tutti infatti abbiamo uguale importanza, uguale dignità,
tutti siamo fratelli e figli dello stesso Padre.
Da questo mettere in comune nasce qualcosa dove c’è il meglio di
ciascuno e di cui tutti sono contenti.
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L'amore "come viene viene"
– Se ci fate caso l’amore umano è molto fragile e meno durevole.
I motivi in pratica li ho già detti e stanno proprio nel fatto che
fondandosi sulla simpatia e i sentimenti, essendo questi molto mutevoli,
basta poco per farli vacillare: una parola mal detta, un equivoco, uno
sbaglio. Si litiga e spesso non si riesce a perdonare, a ricominciare.
Anche perché magari ti accorgi che l’altro se ne approfitta, sia che
ti domini o che si faccia dominare, e quindi ti cerchi solo per suo
comodo e sua gratificazione. E magari non s’accorge che stai male e
pur vedendolo non fa il primo passo… E così passi tra le persone
scelte a quelle scartate. E così paghi lo scotto di tante delusioni e
ti disilludi, cominciando a credere che non esista il vero amore.
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L'amore evangelico
– L’amore cristiano è molto esigente, richiede un grande impegno,
richiede di superare se stessi, però è profondo. Non si fonda
sui sentimenti che proviamo in un certo momento e che prima o poi
passeranno, ma su qualcosa che non passa: quell’amore che viene da Dio
stesso e che, se lo lasciamo vivere in noi, ci porta a vedere in ognuno
una persona da amare. Quindi è anche duraturo, perché è
radicato nell’intimo della nostra anima. Noi potremo restare amici per
tutta la vita.
Roberto Frau
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