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Un’immagine:
il mouse e il doppio clic che si fa col pulsante sinistro. Alle volte il
rapporto con la nostra vita è un po’ così: ci sono delle nostre
esperienze, dei nostri modi di essere che rimangono come certe icone in
un angolo dello schermo del computer. Sono lì, come in standby
e non sappiamo cosa c’è dentro o, se lo sappiamo ne temiamo il
contenuto ed evitiamo di aprirlo. Eppure è importante ogni tanto avere
il coraggio di arrivare lì, su quell’icona e cliccarci sopra, per
vedere cosa c’è dentro, come funziona e, magari, fermarsi a fare un po’
d’ordine…
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La
vocazione di ciascuno di noi non è una scatola, per cui trovata quella
il gioco è fatto. No, non funziona così.
La
vocazione è il dinamismo della propria vita personale, dei suoi eventi
e dei fatti non delle idee e delle parole. In questo gesù si dimostra
chiaro e drastico: nel Regno non si entra a forza di "bla, bla"
e le preghiere servono a poco se poi non si fa la volontà del Padre,
volontà che Gesù poi spiega come il "mettere in pratica il
Vangelo", la Parola di Dio.
Così
può anche capitare di aver "scoperto" la mia vocazione nel
matrimonio o nel sacerdozio ma se ogni giorno non cerco la Volontà di
Dio per me e non l'attuo nel vivere le parole del Vangelo, quella
"vocazione" al matrimonio o al sacerdozio sono delle scatole
vuote, e come una scatola di cartone viene spazzata via al primo
temporale...
E'
nella piccola "vocazione " quotidiana al Vangelo, all'essere
"santi e immacolati nell'amore" che uno può scoprire la
propria vocazione, per intenderci, "complessiva". Questo
perché la Volontà di Dio su di noi si può paragonare ad un raggio di
sole che ci raggiunge. Il sole è Dio e il raggio è il suo amore, le
sue parole che, se vissute, realizzano la mia vita. Il raggio ha questa
caratteristica geometrica: di essere fatto di punti. Così anche la
nostra vita è fatta di istanti, di un continuo susseguirsi di attimi
presenti. Quello che spetta a me è chiedermi: "Come posso vivere
il vangelo ora, come posso amare adesso", un adesso fatto di
lavoro, di studio, di riposo, di rapporti con gli amici, coi famigliari
o magari con sconosciuti. In quell'«adesso» tutto si circoscrive e si
semplifica: il passato non c'è più, il futuro non c'è ancora. Ho solo
quello da vivere e posso viverlo!
Così
il Vangelo diventa attuabile, l'amore possibile e avanzo sui
"punti" che compongono il raggio della mia vita, della
Volontà di Dio su di me. E giunge un momento in cui posso voltarmi
indietro e visto i cammino percorso posso dire: "Ma questo sono
io!". Se si è onesti con sé stessi la vocazione che abbiamo
definito "complessiva" viene da sé, normale, naturale.
Tutta
la vita, istante per istante, si riempie e ogni cosa acquista
significato, dalla cosa più bella alla cosa più dolorosa. Non fa
differenza lavorare, studiare o giocare perché sono cose che si
accendono dal di dentro e illuminano le nostre giornate. Anche le cose
difficili possono acquistare leggerezza e quelle più banali trovano una
loro solennità, perché ormai nella vita niente è più da scartare...
Alla
fine la casa sarà salda nella roccia e potrà arrivare la bufera e il
fiume potrà gonfiarsi, ma si rimarrà sempre in piedi.
Come
sempre, provare per credere.
Roberto Frau
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