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Contemplando
quanto Gesù ha fatto
per venirci incontro, per entrare nella frantumazione della nostra
interiorità, si può capire perché quando parla di perdono esagera:
"perdona 70 volte sette" (Mt
18,22) o "ama il tuo nemico" (Mt
5,43).
Gesù ci ama senza misura, esagera, e ci propone un amore dello stesso
tipo, così diverso dal nostro.
Infatti
noi uniamo all'idea dell'amore quella della giustizia: la
giustizia dà a ciascuno il suo. Invece l'amore dà tutto a tutti. Il
primo ha limiti, strutture e gerarchie. L'amore invece esce fuori dagli
schemi della legge, del giusto e dell'ingiusto: "fa sorgere il sole
sopra i malvagi e sopra i buoni, fa piovere sui giusti e sugli
ingiusti" (Mt
15,45).
Proprio
perché fuori da questi schemi l'amore si fa misericordia,
accoglie chi ha sbagliato e si manifesta nel perdono. E poiché sono io
il primo ad usufruire di questo perdono, posso donarlo agli altri che
sbagliano: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" (Gv
8,7).
Certo,
è un'affermazione che ferisce il mio orgoglio, ma:
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anch'io sbaglio;
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nella realtà non esiste il bianco e il nero ma tante tonalità di
grigio;
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anche dietro chi ha torto ci sono delle ragioni e dietro a chi ha
ragione spesso non mancano i torti.
Dentro
a questo terreno di umiltà, in cui mi ritrovo a chiedere perdono per
me, ho lo spazio per immedesimarmi in chi sbaglia e aprirmi alla
possibilità del perdono.
Ma
cos'è il perdono?
Forse
è bene dire prima cosa non è, per comprendere le differenze
rispetto a delle altre cose che in realtà sono dei surrogati.
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Non è dimenticare: ci sarebbe impossibile e comunque sarebbe una fuga
dalla realtà.
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Non è debolezza: sarebbe evitare il problema per timore degli effetti
di una mia reazione.
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Non è sminuire ciò che è grave: una qualità dell'amore è
distinguere il bene dal male.
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Non è indifferenza: è forse la peggiore vendetta, perché
"uccide" l'altro nel mio orizzonte.
Invece
cosa è:
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E' un processo che comincia oggi e potrebbe finire magari anche tra anni
ma che comunque arriva ad un atto lucido e consapevole che accoglie
l'altro così com'è rompendo il cerchio del male.
Rompere il cerchio del male guardando in faccia la realtà offrendo una
nuova possibilità di esistenza: questo è l'obbiettivo ultimo del
perdono. Ciò che non arriva a questo o non è perdono e non lo è
ancora diventato.
Roberto Frau
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