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Nell'ultimo
clic ci siamo
resi conto che la radice del male è la divisione, l'interruzione del
rapporto che l'uomo ha con sé stesso e con ciò che lo circonda:
l'ambiente,gli altri, Dio stesso. E questa frantumazione dei rapporti è
qualcosa che è dentro di noi.
Qual'è
il rimedio al "male", a questa "frattura" nelle
nostre relazioni?
La
risposta spontanea è anche scontata: l'amore. Ma rischia di rimanere
generica. Da dove cominciare?
Dal
perdono!
Diciamoci
la verità: in fondo l'errore più difficile da perdonare non è quello
degli altri bensì il proprio. E' vero che è facilissimo per noi
commettere degli errori e far finta di niente, proseguendo tutto
tranquilli e pacifici, magari scaricando la responsabilità sugli altri.
Ma quello non è perdono. Quello allontana me dalla verità, mi
"divide", mi "frantuma" di più. Il
primo rapporto da recuperare è con sé stessi, proprio perché la la
frantumazione è dentro di noi. Perdonare sé stessi significa
riconoscersi con sincerità in quel difetto, in quella mancanza che si
ferisce il mio orgoglio ma che di fatto mi appartiene: sono io.Si tratta
di riavvicinarsi a ciò che sono e che non scompare semplicemente
ignorandolo. Da questa sincerità con sé stessi che diventiamo migliori.
Ma riavvicinarsi a sé stessi, senza cadere nel cinismo o nella
disillusione, spesso è un'impresa che appare sovraumana. Riesco a farlo
se mi guardo con gli occhi dell'amore di Dio per me.
Si
tratta di scoprirsi che vivo perché sono "perdonato", perché
accolto nel mio limite, nei miei errori, da qualcuno che continuamente mi
rinnova la sua stima, la sua fiducia. Questo è quanto Dio ha fatto e
continua a fare con me. "Non sono venuto a cercare i giusti ma i
peccatori" dice Gesù. E S. Paolo gli fa eco: "A stento si trova
uno che sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha
il coraggio per una persona per bene. Ma Dio dimostra il suo amore per noi
perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi" (Rm
5,7-8)
Come
ci ha amati ancora: "Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo
ha trattato da peccato in nostro favore, perché noi potessimo
riacquistare la giustizia per suo mezzo" (1Cor 5,21). Gesù è sceso
dentro le nostre divisioni per colmare la distanza della separazione che
era venuta a crearsi. E' sceso nella meschinità delle mie bugie, nella
grettezza della mia ipocrisia, nella piccineria dei miei egoismi. E' sceso
nel buio dei miei sensi di colpa, della mia insoddisfazione, della mia
solitudine, per amarmi dal di dentro, proprio dove soffro e fuggirei da me
stesso. - Continua -
Roberto Frau
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