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Chi
di noi non è rimasto sconvolto dall'orrore dell'eccidio delle Twin
Towers e non ha provato sgomento nel tentare di capire cosa possa
passare nella mente di chi l'ha progettato? Chi di noi non è rimasto
ammutolito di fronte alla perversione della strage di Novi Ligure lo
scorso anno, e cosa possa scattare nella mente di un'adolescente per
farle uccidere madre e fratellino? Non possiamo non farci una domanda
che appare scontata: esiste il male?
Il
male c'è, il male esiste anche se normalmente non se ne parla e lo
si esorcizza. E questo è un errore perché ignorare un problema non lo
risolve ma ne amplifica le conseguenze, perché ci coglie impreparati.
Sarebbe come colui che ignorando la presenza di pericoloso virus non ne
prende le giuste precauzioni.
Ma
cos'è il male? Dove nasce, si presenta?
Non
ne abbiamo più l'abitudine ma se dessimo un'occhiata alla Bibbia, con
le colorite immagini della mentalità ebraica, potremmo forse capirci
qualcosa: Gen
3,1-19.
Fate
caso:
A)
"Si nascosero...". Viene frantumata la familiarità con Dio.
B)
"Ho avuto paura perché sono nudo...". Dove prima c'era
naturalezza si sperimenta disagio e paura. L'uomo non sta più bene con
sé stesso.
C)
"La donna che Tu mi hai posto accanto..." Inizia il gioco
dello scaricare le responsabilità: è della donna e di Dio che gliel'ha
posta accanto. Ciò che prima era "carne della mia carne"
diventa colpevole.
D)
"Maledetto sia il suolo per causa tua..." Si frantuma anche il
rapporto con la natura.
L'uomo,
ripiegato su sé stesso non riesce più a rapportarsi positivamente
con sé stesso e col mondo esterno: la natura, gli altri, Dio. Tutto
questo c'è rimasto dentro e accanto al positivo in noi esiste la
tendenza al negativo. Ecco il motivo per cui S. Paolo parlando della sua
esperienza personale, scrive: "Faccio il male che non voglio e non
riesco a fare il bene che voglio..." (Rm
7,15-25)
S.
Paolo, parlando con un linguaggio biblico, indica in noi un uomo che
chiama "vecchio", legato a questa frantumazione interiore,
ripiegato su sé stesso e sul proprio egoismo.
Il
male allora non è fuori di noi, ma è già dentro di noi.
Provate a guardarvi dentro.
E
ne
riparliamo la prossima settimana.
Roberto Frau
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