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Talvolta
non sono i sogni a mancarci, ma l’energia per raggiungerli. Li si vede
come una meta lontana, quasi sfuocata, o magari si avverte quasi la
possibilità di sfiorarli, ma con una miriade di impedimenti nel mezzo.
Ci sarebbe da demoralizzarsi e da lasciar perdere tutto.
Come vivere l’attesa? Esiste un bellissimo paragone.
Proviamo ad immaginarci la nostra vita come un’infinita scia di candele
che ci scorrono davanti. Per fare chiaro, il nostro compito è quello di
accenderle. Noi possiamo sceglierne una tra quelle che devono ancora
passarci davanti, ma se aspettassimo quella senza accendere le altre nel
mezzo, rischieremmo di restare al buio e di non vederla quando passa.
Potremmo anche restare abbagliati nell’ammirare una candela accesa che
ci scorre davanti, ma se non ne accendessimo altre nel frattempo,
rischieremmo ad un certo punto di non vederla più e di aver perso la
possibilità di trovarne altre altrettanto belle.
A ben pensarci così è anche la nostra vita: di occasioni-candele che ci
passano davanti ce n’è a migliaia. Se stessimo ad aspettare di cogliere
solo quella giusta rischieremmo di farcela scappare senza neanche
accorgercene. Allo stesso modo, se guardassimo solo le occasioni perse,
rimpiangendole, chissà quante ne perderemmo di buone. “Carpe diem”,
cogli l’attimo: se lo si lasciasse solo come il motto di un film
(“L’attimo fuggente”) si perderebbe la possibilità di sperimentare la
bellezza di tanti piccoli momenti, la gioia di tanti incontri che a
prima vista nulla hanno a che vedere con il cammino che ci porta a
realizzare il nostro sogno, ma che a ben vedere sono proprio ciò che ci
serve per illuminare i nostri passi nel frattempo.
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