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Quando
ci si trovo a fare una scelta spesso si sperimenta la difficoltà a
capire quale sia quella giusta per se e spesso non si sa come venire
fuori da quest'indecisione.
Trovarsi di fronte ad un crocevia e non sapere dove andare è una
situazione che ognuno di noi sperimenta non solo nei percorsi stradali,
ma nei diversi ambiti della vita e per scelte più o meno importanti. La
scelta viene vissuta in maniera conflittuale soprattutto quando ci pone
di fronte a due alternative entrambe positive, o con la stessa
percentuale di vantaggi e svantaggi o ancora quando è condizionata da
fattori esterni (influenze familiari, giudizi degli altri) o rispetto
alla quale noi stessi abbiamo le idee poco chiare. In questi casi il
rischio può essere quello di rimandare la scelta all'infinito oppure
quello di prendere una strada di cui non siamo pienamente convinti. Per
evitare questi rischi possono essere utili alcune indicazioni.
Innanzitutto è importante individuare le nostre attitudini e capacità
(di relazione con gli altri, di empatia, di resistenza fisica.). È
fondamentale poi avere chiari gli obiettivi per i quali siamo disposti a
spendere le nostre energie ( la crescita culturale, l'essere utili alla
società, aiutare chi soffre). Capire questo ci consentirà di attingere
ad una fonte inesauribile di energie, della quale non siamo sempre
consapevoli, ma che ognuno di noi possiede (nella realtà quotidiana,
infatti, utilizziamo solo una minima parte delle nostre risorse). Una
volta individuata l'alternativa che noi riteniamo più adeguata può
capitare di sentirsi bloccati dalla paura, spesso si tratta della paura
di sbagliare. In questo caso è importante riesaminare l'obiettivo per
cui vale la pena correre quel rischio (ogni scelta comporta un rischio)
e ricordarsi, in ogni caso, che ognuno di noi ha il diritto di
sbagliare. Si tratta di mettersi in ascolto dei propri errori e di
imparare da essi.
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