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In
qualunque momento della vita ci può capitare di incontrare persone che
si trovano in una situazione di difficoltà. Come stare loro vicino
condividendo i loro pesi, senza restarne schiacciati?
Ciascuno di noi ha già in sé le "carte
giuste" per fornire un sostegno iniziale a chi è in difficoltà
(ascolto, accoglienza senza pregiudizi, partecipazione empatica),
nonostante ciò può capitare che rispetto a tali situazioni ci sentiamo
impotenti, privi di energie a volte demotivati; stati d’animo
frequenti nelle professioni del settore sociale. Da che cosa dipendono?
A volte sono dovute ad un nostro atteggiamento errato e cioè la pretesa
di risolvere la situazione, di farci carico totalmente del problema dell’altro;
in questo modo togliamo a lui ogni responsabilità e noi esauriamo le
energie indispensabili per fornirgli un vero sostegno.
Il nostro compito dev’essere piuttosto quello di aiutarlo a :
- trovare
in sé le risorse per affrontare la realtà
- individuare tutti gli aiuti
possibili all’esterno (familiari, amici, persone qualificate)
- ridimensionare le aspettative di risoluzione se sono troppo alte
("risolvo tutto e subito").
 Potremo ritenere
efficace il nostro aiuto quando l’altro si renderà conto delle sue
capacità e le metterà a frutto… insomma quando almeno in piccolo
sarà diventato pescatore.
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