i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Psicologia

a cura di Sara Collu

     
Penso positivo 
 
 
 

Certo un bel titolo, ma poi nella vita di tutti i giorni non sempre riusciamo a pensarci in positivo. In alcune circostanze ci capita di sentirci incapaci, inadatti... insomma per dirla con un linguaggio tecnico la nostra autostima è un po’ a terra. Cos’è capitato? Non riusciamo a valutarci positivamente, l’immagine che abbiamo di noi è troppo distante da quella che vorremmo raggiungere. Per ridurre questa distanza dovremmo, da un lato, ridefinire gli obiettivi riadattandoli alle nostre risorse, dall’altro dovremmo rivedere la nostra immagine perché questa non è sempre così obiettiva, ma è fortemente condizionata da come gli altri ci vedono e dalle nostre distorsioni cognitive: 1) ragionare in termini di "tutto o niente" (per esempio, sono intelligente/sono una schiappa); 2) dare troppa importanza agli aspetti negativi; 3) sottostimare quelli positivi. Basterebbe ragionarci un po’ per diventarne consapevoli.

Anche se non ci pensiamo spesso trasformiamo gli eventi rendendoli più negativi di quello che sono in realtà. Proviamo a pensare ad un fallimento, per esempio un esame scolastico non passato. Possiamo spiegare questo risultato in più modi, che condizioneranno il nostro comportamento futuro: se pensiamo che la responsabile del nostro insuccesso sia la sfortuna riterremmo inutile ogni tentativo finalizzato a migliorare la situazione; se invece pensiamo che il nostro fallimento sia dovuto alla mancanza di impegno, nel ripreparare l’esame saremmo motivati a dare il meglio. Di fronte ad un insuccesso, poi, dovremmo chiederci: "Ottengo risultati negativi in tutti gli esami?", "Sono l’unico ad ottenere risultati negativi?"

È proprio vero che con il nostro modo di ragionare possiamo migliorare la nostra autostima e possiamo aiutare gli altri a migliorare la propria, fornendo loro un’immagine positiva, che ne valorizza le risorse. In questo l’esperienza di Stefania è sicuramente più esplicita di molte parole.

Sono una studentessa universitaria. Ho scelto un campo che mi appassiona, ma non sempre mi sento all’altezza. Non ho mai avuto una grande opinione di me e spesso vivo le situazioni negative come fallimenti. Recentemente però ho avuto una esperienza che mi ha aiutato molto: per il lavoro di tesi sono stata invitata in un centro di ricerca all’estero. Mi sono trovata in un ambiente positivo e accogliente dove venivo trattata alla pari nonostante fossi l’ultima arrivata e non ancora laureata. La cosa incredibile per me è che sentivo che non veniva giudicata la mia intelligenza, come nell’ambiente universitario, ma il mio impegno. Mi è stato fatto capire che mettendocela tutta sarei riuscita a fare un buon lavoro. Superavo le difficoltà col pensiero che mi si stava dando una grande possibilità da non sprecare, ma da sfruttare al meglio. I buoni risultati che sono arrivati si fanno sentire anche ora che sono tornata nel mio ambiente: relativizzo di più i problemi, vedo le cose con obiettività, mi impegno al massimo, non mi lascio abbattere dal pessimismo dell’ambiente in cui vivo, che cerco sempre di tenere fuori da me e a cui rispondo con un sorriso.                                                               Stefania
 
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