i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Psicologia

a cura di Cinzia Riassetto

     
Le maschere
 
 
 

"Non sono quello che dovrei essere e neanche quello che ho intenzione di essere" 

Che vuol dire questo aforisma?
L'argomento di questo articolo è quello delle maschere e dei rapporti più o meno sinceri con gli altri. La domanda su cui vi propongo di riflettere è questa: che motivo si ha per mettere su una maschera nei rapporti con le persone? Per quale ragione non mostrarsi così come si è?
Mi viene da dire: per tutte le ragioni che di volta in volta la persona ritiene opportuno: in un momento di forte imbarazzo, per essere meglio accettati da quel gruppo di persone, per insicurezza di non piacere per come si è veramente, per ricevere quell'aiuto che fa comodo, ecc.. ecc..

Ma ciò che ritengo importante dirvi è che l'utilizzo delle maschere si spiega e si giustifica, se volete, per tutti quei ragazzi che rientrano in una specifica fascia di età, che è poi quella pre-adolescenziale e adolescenziale vera e propria. Mi spiego meglio: il giovane, di questa età, si vive e si rivela nei suoi comportamenti, nel suo incamminarsi verso un tipo d'identità via via più autonoma dalla famiglia e autocentrata su un progetto personale, e tutti, chi più chi meno, chi in maniera eclatante, chi nascondendosi un po', si avvalgono dell'uso delle maschere. Questo perché la trasformazione verso cui tendono non è semplice e, se da una parte attira, dall'altra spaventa molto!

Da una fase di totale accettazione dei valori parentali, senza impegno o esplorazione personale, si passa a una fase di diffusione dell'identità, in cui l'adolescente si offende a essere ritenuto ancora un bambino, ma non si impegna ancora in scelte di vita, né esplora nuove forme di identità. Arriva poi il periodo in cui il giovane esplora identità diverse senza impegnarsi ancora in scelte definitive, prima della maturazione vera e propria che gli permetterà di assumersi, ormai come giovane adulto, impegni e responsabilità importanti nei confronti di sé e degli altri.

Non se ne abbiano gli adulti se "sono vittime" in alcune circostanze delle maschere di alcuni adolescenti, e neanche le ritengano eccessivamente problematiche, (intendiamoci! Fino a una certa età!). Di fronte a situazioni del genere, è necessario riportare sul piano di realtà il giovane, facendogli sicuramente notare la situazione di poca chiarezza che ha generato il suo comportamento, ma senza incolparlo, magari ironizzandoci anche un po' sopra affinchè lui colga il supporto che l'adulto gli sta offrendo e sminuisca l'imbarazzo che di fronte alla verità non può che provare.
Certo è che se l'utilizzo di maschere prosegue anche oltre l'età adolescenziale c'è da domandarsi in modo più approfondito cosa c'è dietro, pena il rischio di una continua ricerca di sé stesso inefficace, e di accontentarsi di volta in volta di una maschera utile all'occorrenza e meno problematica di altre: ma questo non vuol dire essere cresciuti!

 
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