i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Psicologia

a cura di Cinzia Riassetto

     
STRESS DA STUDIO? …NO GRAZIE!
 
 
 

Chi è studente o chi nel passato lo è stato, sicuramente ha sperimentato, almeno una volta, la sensazione spiacevole che l’ha portato a dire “Che stress lo studio! Meglio lavorare!”. Anche se non esiste un metodo di studio giusto per tutti e per tutti i tipi di materie che possono aiutare a prevenire il cosiddetto “burnout da studio”, tuttavia conoscere un ampio bagaglio di strategie e la loro differente utilità, pare che migliori notevolmente la possibilità di studiare con successo, il che aiuta a non accumulare  stress.

In particolare, alcuni elementi sono importanti da tenere presente, come farsi tabelle di marcia realistiche e riuscirle a rispettarle, impegnarsi su fronti di studio diversi, per evitare fenomeni di “saturazione”, e avere cura del proprio benessere psicofisico, prendendosi le dovute pause, dedicando ogni giorno il giusto tempo per fare quello che più piace (una passeggiata, la lettura di un libro da finire, una chiacchierata per telefono o una visita alla vicina di casa...)

Per essere più concreti gli studenti con risultati più brillanti e accompagnati da meno stress tendono ad adottare precise tecniche di studio, per esempio puntualizzano i concetti salienti ripetendo mentalmente, alla fine dello studio e a distanza di tempo, quanto hanno letto; fissano le idee-guida con annotazioni lungo il testo; ricorrono a schemi e  diagrammi; adottano abitualmente la tecnica di cercare collegamenti tra i nuovi argomenti da studiare e quelli già conosciuti ed hanno l’abitudine di tenere presenti diversi testi oltre a quello base.

Inoltre studiare in aule comuni, o studiare con un amico può servire oltre che per le rielaborazioni e la discussione sul materiale da studiare, anche per non sentirsi soli in questo “mare di parole” da imparare, perché la condivisione degli stati d’animo nello studio (per esempio quelli critici del pre-esame piuttosto che quelli del post-esame!) è importante per non perdere di vista l’obiettivo e soprattutto non sminuirlo.
 
 
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