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I
condizionamenti nascono dal fatto che noi non viviamo come
persone isolate, ma come persone in relazione, non siamo nate
preconfezionate ma siamo in continua formazione ed evoluzione. È
ormai di moda il concetto di “educazione permanente” proprio
perché oggi la persona è considerata sempre in continua
evoluzione.
Anche se noi
volessimo vivere senza condizionamenti questo non sarebbe
possibile. Pensate che la formazione del nostro Sé è il
risultato della formula IO + ME, dove IO = ciò che penso io di
me stesso e ME = ciò che gli altri pensano di me. E volente o
nolente nella percezione del nostro Sé coesistono:
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condizionamenti psicologici
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condizionamenti sociali
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condizionamenti culturali
Condizionamenti psicologici/personali:
ognuno di noi si porta con se una storia personale generalmente
vissuta all’interno del proprio ambiente familiare che comprende
oltre che i propri genitori e/o fratelli e sorelle anche nonne,
zie, etc.. Si tratta cioè di persone – talvolta dei veri e
propri personaggi!! – che più o meno positivamente hanno
influenzato la formazione della nostra personalità. Si tratta di
un condizionamento che sfugge al nostro controllo razionale di
cui riusciamo a prenderne coscienza solo nell’età adulta (tale
coscientizzazione inizia nella fase dell’identificazione –
separazione).
Condizionamenti culturali:
gli studi hanno ormai individuato due tipi di cultura che
portano allo sviluppo di sé differenti:
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cultura
individualista: porta allo sviluppo di un sé indipendente
(cultura americana)
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cultura
collettivista: porta allo sviluppo di un sé interdipendente
(cultura giapponese)
Noi non
nasciamo in un mondo asettico, ma in un mondo già culturizzato.
Ciò vuol dire che durante la nostra infanzia ci vengono
trasmessi una serie di codici culturali che non sono impartiti e
appresi come delle nozioni scolastiche (dove quindi possiamo
distinguere un processo di apprendimento), ma che assorbiamo
senza rendercene conto, come delle cose naturali. Per esempio
nella nostra cultura è normale scrivere da sinistra verso
destra, il nostro alfabeto è costituito da simboli che noi
distinguiamo in vocali e consonanti. Tutto questo noi l’abbiamo
imparato come una cosa addirittura naturale!!!(dove per naturale
intendiamo qualcosa che è già presente in natura). Nel confronto
con la cultura araba invece scopriamo che c’è un altro modo di
scrivere (altrettanto naturale..) da destra verso sinistra e un
altro alfabeto. E così via.
Cosa vuol
dire questo? Vuol dire che anche qui sarebbe importante
conoscere i tratti caratteristici della nostra cultura e quelli
delle altre culture per poter essere consapevoli del tipo di
condizionamento a cui siamo sottoposti.
Condizionamenti sociali:
credo che questi siano i più difficili da individuare e da cui
svincolarci. Per questo oggi va di moda il termine “pressione
sociale”. Siamo continuamente bombardati da innumerevoli
modelli. Quando poi questi vengono imitati da un gran numero di
persone, il fenomeno prende il nome di contagio sociale. Così
tutti risultiamo tutti degli “appestati” di un determinato
modello. Per cercare di acquisire la percezione esatta del mondo
che ci circonda usiamo il confronto sociale (tendiamo così a
confrontare atteggiamenti ed azioni con quelle altrui
giudicandone la validità in base al consenso di cui investiamo
gli altri).
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