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L’avvicinarsi
del Congresso Eucaristico Nazionale stimola sposi e fidanzati
a meditare su questo tema anche alla luce della Pasqua:
L’Eucaristia fa della Chiesa una vera famiglia e della famiglia
cristiana una piccola chiesa.
Il
nostro fidanzamento è una cammino verso questa scoperta?
Nel
nostro matrimonio quale posto occupa l’Eucarestia?
Ci
preoccupiamo solo di adempiere il precetto domenicale?
Nell’Eucaristia gli sposi vivono la nuzialità come frontalità,
esistere l’uno di fronte all’altro…..
Quando parliamo da soli ci
guardiamo negli occhi? Abbiamo paura dello sguardo dell’altro?
…
come dedizione, esistere l’uno per l’altro;
Le scelte piccoli e grandi del
nostro amore sono al servizio dell’altro?
Seguo la via del crocifisso a
partire da chi Dio mi ha messo accanto?
…
come convergenza nell’unità totale di amore,diventare un
corpo solo.
Crediamo veramente che io e
l’altro possiamo diventare veramente un noi?
Proviamo a costruire la nostra storia
d’amore presente e futura attraverso i gesti che Gesù ha
compiuto nell’ultima cena.
Amare è scegliere... Durante la Cena
pasquale Cristo consegna Se stesso alla sua comunità e la
genera come Sua sposa. Il suo gesto è totalmente libero e
gratuito. Dono e risposta sono frutto di una decisione:
uscire da sé per andare verso l’altro, esistere di fronte a lui
e con lui.
Amare è
prendersi cura di...Nel Cenacolo Cristo ama la Chiesa e
dona Se stesso per lei (Ef 5,25) nel segno del pane e del vino;
la rende bella e amabile; la ama come Sua sposa. La Chiesa siede
davanti a Lui, si sente amata, desiderata. Si apre
all’accoglienza, si offre all’intimità.
Amarsi come
sposi… significa incontrarsi, donarsi, accogliersi,
prendersi cura l’uno dell’altro. Celebrando
l’Eucaristia, siamo ad sollecitati ad esistere non solo con
l’altro, ma per l’altro.
Amare è
conoscersi...Amare è contemplare l’altro per conoscerlo;
lasciarsi contemplare da lui per rivelargli il proprio mistero.
È comunicare con la parola, lo sguardo, il silenzio, il gesto.
Nella contemplazione reciproca cresce il desiderio di intimità.
Nel Cenacolo Cristo scruta il cuore dei “suoi”
Amare è diventare “due in una sola carne”.... Gesù è
il Verbo fatto carne. Il dono del corpo è il linguaggio tipico
dell’amore coniugale. Non è “accoppiamento”,
ma offerta della persona. L’Eucaristia è “corpo dato e
sangue versato” di Cristo. Il Corpo e il Sangue sono
Gesù, nella sua identità di Verbo fatto carne, sposo con noi,
agnello immolato. Rivelano la dedizione dello Sposo alla sua
Sposa.
Amare è
espropriarsi per la persona amata Cristo prepara il suo
Banchetto nuziale, offrendo il suo “corpo che è cibo” e
il suo “sangue che è bevanda”. Sceglie come simboli del
suo donarsi il pane e il vino. Indicano che sulla mensa
eucaristica sta Cristo stesso, sposo che “ha dato se stesso”
per la Sua sposa. L’amore coniugale è amore crocifisso,
“richiamo permanente di ciò che è accaduto sulla croce” (FC
13).
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