i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Noi due

a cura di Dorina e Nicolino

 

Noi due per Somgiovani...
 
 
 

8 febbraio 2004

 

Cari amici,
abbiamo pensato in occasione della festa del “nostro” amato e caro padre, di condividere  la ricchezza che Dio ci ha donato attraverso l’esperienza di questo incontro “virtuale” con voi.

Come cristiani spesso dimentichiamo che è importante “narrare” le meraviglie che Dio compie in noi.

La nostra storia di tutti i giorni non è insignificante, l’incarnazione vive nella vita di ogni uomo.

Sono trascorsi tre  anni dall’esperienza del sito, un’esperienza che ha accompagnato la crescita  improvvisa della nostra famiglia.

Il sito ha  offerto a “noi due” una possibilità mensile di guardarci negli occhi e chiederci di fronte alla Parola e alla Lettere di Girolamo come è il nostro “per sempre”.

Scrivere nella fatica della vita quotidiana: lavoro, spesa,  salute, faccende di casa,maternità e paternità ma anche in una fase dove il  nostro servizio in parrocchia ed in diocesi sembrava meno fecondo a volte è stato semplice altre molto faticoso.

Attraverso Somgiovani Dio ci dà la possibilità di provare a ridirci  il Si di dieci anni fa, senza se, senza ma e nonostante i tanti no che ci diciamo ogni giorno.

Ecco perché vorremmo  far diventare  queste rubriche un’occasione per far  narrare le storie d’amore che Dio ha disegnato nelle storia  familiari , non solo come sposi, anche vedovi  o fidanzati ma anche  come figli, come nonni, come nipoti.

Naturalmente la storia familiare è in senso somasco,  ossia riguarda anche esperienze di accoglienza nelle opere, parrocchie e singole famiglie.

S. Girolamo  ci aiuti  a riconoscere in noi e negli altri la buona novella che nella  vita quotidiana Gesù ci ha donato.

Dal prossimo mese inizieremo a raccontarci noi e voi, attraverso le parole della Parola…  lasciamoci con  una preghiera senza svelare altro!    

Signore Dio, che ti sei fatto prossimo a tutti gli uomini entrando nella storia personale, di coppia e di famiglia di ognuno, concedici il tempo e l’entusiasmo del narrare a noi stessi e ai fratelli le opere che hai compiuto per contemplarti vivo nei nostri giorni passati, in quello presente e nel futuro che verrà.