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Maria e Giuseppe una coppia che va nella città d’origine
rispettando la legge, non
contrapponendosi ad essa o criticandola solamente.
E
noi nella nostra città ci incarniamo?… Oppure
è solo un luogo, un mezzo che ci fornisce
la casa, il lavoro, gli affetti, ma quello che accade intorno a
noi rimane esterno alla nostra coppia oppure alla nostra
famiglia perché non riguarda i nostri figli?
E
se camminando incontrassimo una famiglia che ci chiedesse una
stanza, un letto,
o magari solo di parlare quale sarebbe la nostra reazione?
Provate a leggere tra di voi il commento sul sito alla giornata
somasca del 28 Dicembre!
Gesù è nato da straniero e anche da rifiutato.
Il presepe che tanto ci fa commuovere per le casette, il prato,
le pecorelle esiste così come è perché c’è stato un rifiuto.
In quella nascita c’è già la croce… il
dopo della vita. La nostra vita è tutta
lì tra quella mangiatoia povera e incerta ma presente e un campo
di pastori anch’essi poveri con vita incerta difficile ma
destinatari della rivelazione e pronti sia a dare gloria che ad
annunziare agli altri la loro esperienza di fede.
Per il nostro modo
di “pensare” Dio, la nascita del Suo unico Figlio con queste
modalità può sembrare oscura e solitaria ma Girolamo direbbe che
“solo Dio sa il modo e dove”. |