i Giovani con i Padri Somaschi     

 

Noi due

a cura di Dorina e Nicolino

     
Posso chiamarti Zaccheo? 
Lettera ad un giovane amico...
 
 
 

Scriviamo a te nella speranza che possiamo continuare a condividere la ricerca del senso della vita.
L’essere famiglia ci chiede tempi e servizi diversi e così incontrarci come eravamo soliti nei corridoi della parrocchia,diventa dono raro .
Oggi nella nostra mente le tue riflessioni.
Svolgi con passione il servizio parrocchiale, ma ogni occasione ti sembra opportuna per giudicare l’opera di chi ti sta vicino.
Vai tutti i giorni a scuola e sei sempre sulla sufficienza, ma sai che potresti ottenere di più, se solo…
Non manca fine settimana che non ti veda protagonista di qualche troppo animata discussione con i tuoi e infine ciò che ti sta più a cuore… ecco, mi sembra, di vederli i tuoi occhi improvvisamente illuminati; lei l’avverarsi di un sogno, ma forse di qualcun altro. 
L’avevi disegnata nel tuo cuore così: accanto a te per andare a scuola e nelle serate senza fine dei campi estivi o nel divertimento ed invece… troppi SMS poiché lontana nei chilometri, e nell’esperienza di fede, una altra vita la sua, eppure tu cosi innamorato. Come è possibile?
Ti chiedi: come può Dio volere che le cose vadano diversamente dal mio disegno? 
Sarà lei quella giusta?
Trasformerò lo studio in ricerca autentica di futuro?
Le incomprensioni familiari diventeranno stimolo alla formazione della mia famiglia?
Come posso parlare agli amici in piazza di Te Dio, senza abbassare lo sguardo?

Di fronte alla chiamata alla santità, per cui il Papa ci invita a pregare in occasione della Giornata mondiale delle vocazioni il 21 aprile, la sfida che ti lanciamo è quella di chiedere a Dio ripetutamente, con tutta la passione che Lui ti ha donato, insieme agli altri (anche insieme a lei), di riunire in Cristo tutto il tuo quotidiano.
Anche tu, sali sull’albero, (posso chiamarti Zaccheo?), staccandoti dalla folla che non è persona ma false sicurezze, beni, poca voglia di pregare e tutto ciò che ti impedisce di vederLo. 
Gesù, allora, ti chiamerà per nome, perché solo Lui ama ciò che ancora non è in te (ed in lei), noi invece ci affezioniamo solo a ciò che vediamo.
Solo così, affascinato dall’unico amore liberante, sarai gioia.
Anche in due, si “ottiene l’intento” (San Girolamo Emiliani)