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Quattro
testimoni "de visu" a Somasca.
"... con i
fanciulli poveri, suoi compagni".
Il
primo è Bernardino Fontana. Era di Carenno, nato intorno al
1525; quando depose aveva 85 anni. Da bambino aveva potuto
vedere Girolamo al suo paese, nell'esercizio del suo apostolato
di carità, "vestiva alla longa di negro", anche se
non diceva messa. Altre
notizie le ha raccolte dai racconti del padre, il quale
partecipava la domenica alla congregazione che il santo faceva a
Somasca.
Antonio Ondei
è di Somasca. Nato intorno al 1528, anch'egli bambino ha
conosciuto Girolamo. Aveva 82 anni, quando fu chiamato a
deporre. Ricorda di averne baciato la salma, in chiesa, a
Somasca. Ricorda pure la guarigione del Mazzoleni, la sepoltura
nella chiesa di S. Bartolomeo, la
sua vita piena di stenti con i fanciulli poveri, i suoi compagni.
Anastasia de
Robati di Olginate, vedova di Luigi de Bassi. Dai genitori ha
sentito raccontare di Girolamo. Ma ricorda di averlo visto che
aveva una decina d'anni, quando veniva
ad Olginate con quattro o sei figlioli ad insegnare la dottrina
cristiana.
Il quarto
testimone "de visu" è Cristoforo Amigoni di Somasca.
Ha conosciuto Girolamo anch'egli da piccolo: "Era un unomo
non troppo grande, ma venerabile d'aspetto". La sua
testimonianza contiene alcuni particolari sconosciuti:
"stava qui a Somasca in una certa casetta, faceva la cucina
nelle case degli Ondei, lavoravano manualmente e tessevano lana,
teneva anche alcune pecore e capre con le quali nutriva i
figlioli".
Somasca 1
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