IL FRATELLO LAICO
PAOLO DA SERIATE
Al processo ordinario di Como, celebrato il 27
novembre 1613, l'unico teste esaminato fu il fratello laico somasco
Giovanni Paolo di Torre. più comunemente conosciuto come Paolo da Seriate.
Era figlio di Francesco e di Maria Arcimbaldi. Rimasto privo di entrambi i
genitori venne raccolto dal Miani, da poco giunto a Bergamo,
nell'ospedale della Maddalena. Aveva allora sette anni: era nato intorno
al 1526. Col Miani visse circa un anno. Da allora rimase in congregazione,
divenendone religioso come fratello laico e dimorando nel luoghi ove la
congregazione lo mandava con l'obbedienza.
Le notizie che abbiamo di lui sono scarse e
frammentarie. Nel 1561 era a Bergamo, ove assistette alla morte di
Vincenzo Gambarana, Uno dei più illustri compagni del Miani. Fu il primo
dei fratelli che emise i voti nell'Ordine dei padri Somaschi il 4 maggio
1570. Nel 1574 è a Santa Croce di Triulzio. Un piccolo seminario per Ai
orfani di San Martino dì Milano. Nel 1588 è commesso nell'orfanotrofio
degli Innocentini di Siena.
Nel 1590 a Macerata. nel 1594 a Caserta. nel 1596 a
Napoli nel grande orfanotrofio di Santa Maria di Loreto. Ritorna poi nel
nord d 'Italia: nel 1600 è all'orfanotrofio della Misericordia di
Vicenza, nel 1601 nel seminario patriarcale di Venezia., nel 1603 nel
l'orfanotrofio di Santa Maria Bianca di Ferrara; nell'orfanotrofio della
Misericordia di Brescia nel 1604, nel collegio Gallio di Como nel 1606. A
Como si trovava ancora quando Venne interrogato nel 1613 nel processo
ordinario.
Dal 1622 lo troviamo a Bergamo nel l'orfanotrofio di
San Martino. Nel 1625 è ancora a Bergamo, quando venne interrogato nei
processi apostolici del nostro santo. Fu pure a Somasca due volte. come
egli stesso afferma quattro o cinque anni ogni volta.
Non si conosce l'anno della sua morte. Nel 1627 era
ancora registrato tra i religiosi dell'orfanotrofio di San Martino di
Bergamo. Quasi centenario era tornato per chiudere la vita in quegli
stessi luoghi ove bambino di sette anni aveva mosso i primi passi sotto lo
sguardo di San Girolamo.
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IMPRESSIONI DI UN
ORFANELLO
A Fra
Paolo da Seriate furono poste le seguenti domande:
Di che statura era il padre Girolamo?
Rispose: "Era uomo piccolotto, grosso, con barba
castana, bello di sangue; e quando egli mi ricevette egli poteva avere
circa quarant'anni Mentre egli stava in Bergamo io assistevo ai suoi
comandamenti e servizi".
Che vita faceva?
"Lui andava cercando con la sacca in spalla per
amor di Dio pane e altro che gli venisse dato per la casa di Santa
Maddalena dove abitava e dando anche ciò che avanzava ad altri poveri.
Lui viveva asprissimamente di pane, legumi erbe, né mangiava carne, né
pesce. né uova; di vino ne beveva pochissimo".
Circa il vestito rispose:
"Lui quando venne era vestito da laico, bene,
conforme al suo stato; e poi si vestì con una veste nera di tela sangallo
lunga. con scarpe grosse e così andava cercando il pane. portando in
testa una berretta di panno nera, tonda ".
Circa le preghiere e i digiuni fra Paolo rispose:
"Lui era divotissimo quando egli era in casa, se
ne stava per il più in orazione di giorno e di notte; passata la
mezzanotte sino al giorno se ne stava in continua orazione, se non era
occupato per il servizio della casa, come lo l'ho visto. Si disciplinava
ogni settimana tre volte: il mercoledì il venerdì e il sabato. Noi tutti
che eravamo suoi discepoli lo vedevamo quasi tutti i suddetti giorni in
quegli esercizi"
Circa la confessione e la comunione:
"Quasi ogni giorno si confessava e si comunicava;
e per il suo esempio molti gentiluomini e donne imitavano la sua
vita".
E a proposito delle virtù:
"Era quieto e paziente, umilissimo visitava gli
infermi e i prigionieri; accoglieva i poverelli e li governava con
grandissima carità. Il suo letto era una tavola con sopra paglia".
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