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La
Povertà di Girolamo.
«chi
aveva lasciato le proprie ricchezze, non doveva poi cercare
quelle degli altri»
Girolamo
fu molto paziente nelle ingiurie e nemico degli agi e delle
ricchezze; rifiutò infatti una buona quantità di denaro
offertagli da Francesco Sforza, ultimo duca di Milano,
facendogli rispondere che chi aveva lasciato le proprie
ricchezze, non doveva poi cercare quelle degli altri. E questo
disprezzo per le ricchezze fu tanto amato dai primi discepoli di
Girolamo che neppure i gentiluomini portavano con sé, entrando
in congregazione, alcunché del patrimonio che avevano e dei
loro beni.
Leone Carpani, convertito a Dio per l'esempio e la vita del
padre Girolamo, per quanto avesse molti beni, nonostante le sue
insistenze, non lasciò nulla alla Congregazione...
E io stesso ho inteso dire più volte... che se i padri della
Congregazione avessero accettato quanto loro offerto dagli
affezionati e devoti della Compagnia, la Congregazione non
sarebbe inferiore, quanto a beni temporali, a nessun altro
ordine religioso.
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